Regione Piemonte - Agricoltura - Servizi fitopatologici

In questa pagina:



Lotte obbligatorie - Nematodi a cisti della patata
Globodera rostochiensis e Globodera pallida

Organismo nocivo: nematode dorato della patata (Globodera rostochiensis e Globodera
pallida
)

Piante ospiti: patata, pomodoro, melanzana, solanacee spontanee.

Sintomi: un'infestazione di questi nematodi manifesta solitamente sintomi poco specifici sulla coltura. In campo si osservano chiazze, che si espandono di anno in anno, in cui lo sviluppo della pianta è stentato, le foglie possono ingiallire ed in seguito seccare. Questa sintomatologia è l'effetto di un anormale funzionamento dell'apparato radicale sconvolto internamente da gravi alterazioni delle cellule. Sulle radichette si possono notare, anche ad occhio nudo, le cisti attaccate soprattutto nello stadio di colore bianco o dorato.

Danni prodotti: l'entità dei danni, consistenti in una riduzione di produzione, dipende dal numero di nematodi presenti nel terreno e si manifesta dopo che è stata superata una certa soglia di tolleranza. Se il livello di popolazione di questi nematodi è molto elevato si possono avere perdite di raccolto fino all'80%. Danni di tale entità si verificano di solito in caso di monosuccessione ripetuta per alcuni anni. In Italia, in prove effettuate in piccole parcelle, è stata valutata una tolleranza di circa 2 uova/larve per grammo di terra.

Diffusione: questo nematode è stato diffuso tramite la terra aderente ai tuberi di patate usate poi come seme, in quasi tutte le zone pataticole del mondo. Globodera sp. può essere altresì diffusa tramite la terra contenente cisti del nematode, aderente ad altro materiale da riproduzione (piante da vivaio) quando coltivate in terreno infestato.

Prevenzione: semina di tuberi esenti e senza residui terrosi; analisi nematologica del terreno prima della semina.

Lotta: il principale metodo di lotta consiste in lunghe rotazioni (almeno 7 anni) con colture non ospiti, tenendo presente che questo nematode attacca principalmente la patata ma può riprodursi, pur se con minore intensità, anche su pomodoro, melanzana e solanacee spontanee.

L'impiego di varietà resistenti, oltre ad evitare il danno economico provocato dal nematode, può altresì contenere significativamente la popolazione dello stesso. Occorre però ricordare che in presenza di popolazioni miste, cioè composte dalle due specie o più patotipi del nematode, questa tecnica di lotta può causare fenomeni di selezione che portano alla prevalenza di quelle specie o patotipi per i quali la pianta non è resistente e perciò aggravare la situazione.

Una limitazione dei cicli riproduttivi può essere ottenuta con l'impiego di varietà molto precoci quando le condizioni pedoclimatiche lo consentono.

Le possibilità di intervenire con mezzi chimici sono molto aleatorie: l'estrema resistenza della cuticola della cisti, difficile da penetrare con i normali prodotti nematocidi rende inutile questo tipo di intervento. La fumigazione del terreno prima della semina, oltre ad un notevole impatto ambientale nonché economico per una coltura tradizionalmente povera, riesce in qualche modo a ridurre la popolazione ma non ad eradicarla e la reinfestazione successiva è rapidissima.

Materiale di moltiplicazione: tutto il materiale di riproduzione accompagnato da pane di terra deve essere dichiarato esente dal nematode (D.lvo 19/08/2005 n°214, (pdf 217 KB), all. IV parte A sez.I).