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Lotte obbligatorie - Flavescenza dorata
(vettore: Scaphoideus titanus Ball.)

La flavescenza dorata (FD) è una malattia che colpisce la vite ed è provocata da un fitoplasma, microrganismo simile a un batterio, che vive nei vasi floematici della pianta ospite oppure all'interno dell'insetto vettore, lo Scaphoideus titanus Ball.

È una malattia estremamente pericolosa che ha effetti devastanti per i vigneti. Per contrastarla con la massima efficacia è stato emanato a livello nazionale un decreto di lotta obbligatoria (DM 31 maggio 2000 "Misure per la lotta obbligatoria contro la flavescenza dorata della vite") che prevede, fra l'altro, in caso di inadempienze, la denuncia all'autorità giudiziaria sulla base dell'art. 500 del codice penale, nonché la possibilità, per le regioni, di stabilire sanzioni amministrative a carico degli inadempienti.

Fra le diverse misure previste dal decreto di lotta obbligatoria volte a contrastare la diffusione della malattia sul territorio, si prevede che i servizi fitosanitari regionali accertino annualmente la presenza di flavescenza dorata e di Scaphoideus titanus, sul territorio di competenza, attraverso l'individuazione di singoli siti di osservazione sia nelle aree a maggior rischio sia in quelle indenni (DD n. 292 del 2 maggio 2016).

Dopo la comparsa di flavescenza dorata nel 1998, il Settore fitosanitario regionale (SFR) del Piemonte ha intensificato la vigilanza sul territorio, attivando anche le risorse tecniche e scientifiche presenti in regione al fine di operare i modo coordinato per contenere l'epidemia.

Trasmissione e comportamento della malattia

La trasmissione della flavescenza dorata avviene per mezzo di un insetto vettore; l'unico finora accertato è il cicadellide Scaphoideus titanus (Ball) (pdf 2.334 KB). Lo scafoideo, nutrendosi sulle viti infette, acquisisce il fitoplasma (un microrganismo simile ai batteri ma privo di parete cellulare che vive nei vasi floematici della vite) e successivamente, dopo un periodo di latenza, può inocularlo nel floema di viti sane propagando in modo persistente la malattia; il vettore rimane infettivo per tutta la durata della sua vita.

La flavescenza dorata può anche essere trasmessa per innesto e quindi attraverso l'uso di materiale vivaistico infetto; è provata infatti la sua diffusione attraverso l'impiego di marze e portainnesti derivanti da piante infette. Quest'ultima modalità di trasmissione sembra essere meno importante, poiché gli innesti eseguiti con materiali prelevati da piante infette spesso non attecchiscono oppure danno origine a barbatelle che non corrispondono allo standard di mercato.

Non vi è trasmissione della malattia né con i tagli di potatura né attraverso i residui lasciati nel terreno.

Esistono differenze di sensibilità tra i diversi vitigni in Piemonte; ad esempio, è frequente ritrovare vigneti di Barbera molto danneggiati accanto ad altri di Moscato poco colpiti. La malattia è molto dannosa poiché incide sulla produzione fino ad anullarla. Oltre all'effetto sulla singola pianta la flavescenza ha un impatto devastante nel vigneto perché può rimanere latente per alcuni anni manifestando solo qualche sintomo su pochissime piante per poi dare origine ad un andamento epidemico che, nel giro di 3-4 anni, conduce alla distruzione della capacità produttiva di tutte le piante.

Per confermare la presenza di flavescenza dorata in una zona prima considerata indenne, è indispensabile eseguire un'analisi molecolare di alcuni campioni di vite prelevati secondo precisi criteri definiti dal Settore fitosanitario regionale.

Sintomatologia

I sintomi della flavescenza dorata si evidenziano su foglie, germogli, tralci e grappoli; alcuni sono riconoscibili già a partire da metà maggio (germogliamento irregolare) altri, come la colorazione settoriale delle foglie e la mancata lignificazione dei tralci, sono più tardivi e maggiormente visibili da metà agosto a fine settembre.

In primavera, per avere un'indicazione affidabile della presenza del fitoplasma associato a flavescenza dorata, si devono rintracciare contemporaneamente sulla stessa pianta almeno tre dei nove sintomi chiave primaverili, avendo sempre cura di confrontare le parti di pianta sospetta con quelle corrispondenti, e coetanee, di una pianta sana. In estate invece si devono rintracciare contemporaneamente almeno tre dei dieci sintomi chiave estivi.

Nelle zone prima considerate indenni la conferma della diagnosi sintomatologica si ottiene unicamente mediante analisi molecolare.

Sintomi chiave della flavescenza dorata (pdf 5 KB)

Sintomi chiave primaverili

Nota: il sintomo si rileva osservando che la parte interna della corteccia del capofrutto, allontanata dal legno, non si stacca agevolmente e presenta un colore bruno anziché verde brillante. Occorre tener presente che tale sintomo è valutabile solo fino allo stadio fenologico in cui la corteccia si stacca facilmente dal legno, ovvero in presenza di un'intensa attività vegetativa.

Sintomi chiave estivi

  • Tracce del germogliamento stentato primaverile (foto).
  • Femminelle stentate come i germogli in primavera.
  • Arrossamenti e/o ingiallimenti attorno alle nervature (foto).
  • Disseccamento delle infiorescenze o dei grappoli in allegagione (foto).
  • Arrossamenti e/o ingiallimenti settoriali delimitati dalle nervature (foto).
  • Distacco anticipato delle foglie con o senza picciolo (foto).
  • Appassimento (foto).

Nota: si può verificare l'appassimento anche solo di porzioni dei grappoli dalla fase di invaiatura fino alla raccolta.

  • Consistenza gommosa del germoglio o mancata lignificazione (foto).
  • Ripiegamento verso il basso delle lamine fogliari.
  • Ispessimento della lamina fogliare: consistenza cartacea (percepibile al tatto)

Sintomi su vitigni a bacca bianca

Nei vitigni a bacca bianca quali Cortese, Moscato, Favorita e Chardonnay il sintomo della colorazione perinervale sulle foglie assume colore giallo; il confine fra tessuto sano e tessuto alterato può essere sfumato.

Galleria fotografica

Prevenzione

Il contenimento "a posteriori" dopo l'esplosione di flavescenza dorata rischia di essere una corsa
ineguale con la diffusione della malattia che è partita prima".
(Boudon Padieu, 2002).

Per il viticoltore l'unica possibilità di combattere e prevenire la flavescenza dorata è quella di:

  • abbattere la popolazione dell'insetto vettore mediante il ricorso a trattamenti insetticidi;
  • monitorare accuratamente i vigneti con lo scopo di intercettare le prime piante con sintomi sospetti;
  • estirpare immediatamente le piante infette;
  • eliminare le ceppaie e, qualora si dovesse posticipare tale operazione, contrastare la produzione di polloni;
  • porre particolare cura alla prevenzione nei giovani impianti.

Controllo del materiale di moltiplicazione

Ai fini del contenimento dell'epidemia e della lotta alla flavescenza dorata la sanità dei materiali di moltiplcazione rappresenta uno degli aspetti fondamentali. A tale scopo, il Settore fitosanitario regionale (SFR) organizza annualmente l'ispezione di tutti i campi di piante madri (CPM) presenti sul territorio piemontese, mediamente oltre 2.000 ogni anno.

In caso di ritrovamento di piante sintomatologicamente riferite a flavescenza dorata, il SFR non autorizza il prelievo di materiale per la moltiplicazione. I campi di piante madri infetti restano esclusi dalla possibilità di prelievo finché non sarà accertata l'assenza della malattia per due anni consecutivi.

La legislazione fitosanitaria norma anche l'attività vivaistica: il "passaporto delle piante", che deve accompagnare le barbatelle al momento della vendita, è garanzia di rispondenza ai requisiti di legge che per la flavescenza dorata prevede che il materiale di moltiplicazione derivi da campi non sintomatici per i due cicli vegetativi precedenti al prelievo.

Al fine di preservare la sanità del materiale di moltiplicazione i viticoltori devono adottare fin da subito le misure preventive di difesa contro la flavescenza dorata. I vivaisti devono seguire norme precise di produzione del materiale di propagazione con maggior numero di trattamenti insetticidi (DD n. 89 del 17 maggio 2006). Nei confronti dei vivaisti il SFR attua anche interventi di sensibilizzazione e di formazione permanente.

La prevenzione, inoltre, viene realizzata attraverso l'utilizzo di materiale di moltiplicazione sano e la gestione degli incolti.

Lotta contro il vettore

La lotta contro lo scafoideo rappresenta un modo indiretto di controllare la flavescenza dorata. Nelle aree dove è diffusa la fitoplasmosi è indispensabile ridurre drasticamente la popolazione dell'insetto vettore.

Dal momento in cui lo scafoideo acquisisce il fitoplasma nutrendosi su viti infette occorre circa un mese di moltiplicazione del microrganismo all'interno dell'insetto prima che questo possa trasmettere la malattia a viti sane. Pertanto:

  • si deve effettuare il primo trattamento insetticida circa 30 giorni dopo l'inizio della schiusura delle uova.
    Nota: se si utilizzano insetticidi ad azione lenta, come i regolatori di crescita, l'epoca del trattamento deve essere adeguatamente anticipata;
  • il secondo trattamento contro gli adulti deve essere fatto 20 giorni dal primo;
  • se nel corso dell'estate si presentano delle reinfestazioni di adulti, può essere necessario un terzo trattamento.

Affinché i trattamenti risultino i più efficaci possibile è indispensabile effettuare un'accurata bagnatura su tutta la vegetazione per colpire neanidi e ninfe riparate sulle pagine inferiori delle foglie, in particolare quando si impiegano prodotti privi di azione per asfissia. Per la scelta dei prodotti insetticidi e le epoche di intervento è necessario seguire le indicazioni dei servizi di assistenza tecnica collegati al Servizio fitosanitario.

Ricerca e sperimentazione

A chi rivolgersi

Regione Piemonte, Settore fitosanitario
via Livorno 60 - Palazzina AL2, Environment Park - 10144 Torino
tel. 011-432.3712, fax 011-432.3710, virologia@regione.piemonte.it

  • Vigilanza sui vivai, comportamento della malattia, normativa fitosanitaria
    referenti: Paola Gotta, tel. 011-432.3716; Chiara Morone, tel. 011-432.3726
  • Segnalazioni inadempienti, ingiunzioni di estirpo, monitoraggio per risarcimenti, normativa fitosanitaria
    referente: Paola Gotta, tel. 011-432.3716
  • Insetto vettore, trattamenti contro l'insetto vettore, normativa
    referente: Giovanni Bosio, tel. 011-432.3721

Per le autorizzazioni all'estirpo di vigneti colpiti da flavescenza dorata

Applicazione delle misure di lotta

Definizione delle zone

Annualmente il Settore fitosanitario regionale (SFR) del Piemonte, al fine di evitare la diffusione della malattia e del suo insetto vettore, in base a quanto dettato dal decreto ministeriale di lotta obbligatoria del 31 maggio 2000, accerta la presenza di flavescenza dorata e di Scaphoideus titanus mediante controlli nelle aree vitate, nei campi di piante madri e nei barbatellai. Tali indagini si concentrano prevalentemente nei mesi di luglio, agosto e settembre.

Al termine dei monitoraggi, a seguito dell'analisi dei risultati raccolti con il monitoraggio e al confronto con i tecnici delle organizzazioni professionali agricole, delle associazioni dei produttori e delle Province, il SFR classifica le zone in base alla diffusione della malattia distinguendole in "zone focolaio", "zone di insediamento" e "zone indenni particolarmente a rischio", stabilisce i trattamenti insetticidi obbligatori all'interno di tali aree, fornisce indicazioni sui prodotti da utilizzare e aggiorna le misure fitosanitarie da applicare sul territorio regionale.

Definizione di altre misure di prevenzione e controllo

La Giunta regionale, nell’ambito dell’applicazione delle lotte obbligatorie e con particolare attenzione all’emergenza flavescenza dorata ha approvato le linee guida per la cooperazione attiva dei comuni con la Regione nella prevenzione e nella lotta obbligatoria agli organismi nocivi delle piante, che i comuni potranno assumere nel proprio ordinamento, anche nella stesura o nell’aggiornamento dei regolamenti di polizia rurale di propria competenza.
Ha inoltre deliberato di escludere da qualunque tipo di contributo economico le aziende che, non rispettando gli obblighi di difesa imposti dalla normativa fitosanitaria, vanificano lo sforzo delle aziende agricole che applicano  correttamente le misure obbligatorie di prevenzione e contenimento.
Entrambi i provvedimenti nascono da una condivisione unanime da parte di tutta la filiera esplicitata in seno al Tavolo regionale vitivinicolo.
Consulta le deliberazioni della Giunta regionale:

Progetti pilota e andamento del monitoraggio dell'insetto vettore

Il monitoraggio dell'insetto vettore della flavescenza dorata, Scaphoideus titanus, ha lo scopo di posizionare i trattamenti insetticidi nel momento più idoneo.
Il monitoraggio viene effettuato in due momenti:

  • rilievo dei giovani in giugno;
  • posizionamento delle trappole cromotattiche nel periodo giugno-ottobre.

A seguito della lettura delle trappole cromotattiche verranno stabilite le date per i trattamenti.
Ad ogni lettura verranno inviati via mail i risultati ai comuni, ai coordinatori, ai tecnici, alle Cantine sociali, ai rivenditori.
Quando verranno decise le date dei trattamenti insetticidi sul territorio dovrà essere data la massima divulgazione attraverso:

  • Sms (Organizzazioni Professionali agricole)
  • Manifesti / lettere (Comuni)
  • Mail
  • Bollettini presso le bacheche
  • Comunicazione personalizzata per le aziende biologiche e per gli hobbisti.

In Piemonte si sono attivati sul territorio negli ultimi anni diversi Progetti pilota (10) che coinvolgono 158 comuni grazie alle attività delle Amministrazioni comunali, Province, Organizzazioni Professionali Agricole, Organizzazioni dei produttori (OP), Liberi professionisti, Cantine Sociali, Centrali cooperative, Associazione Vignaioli Piemontesi, Consorzio dell’Asti DOCG, Consorzio di Tutela del Gavi, con il coordinamento del Settore Fitosanitario.

Nel periodo giugno-ottobre verrà pubblicato con scadenza quindicinale l’aggiornamento relativo ai monitoraggi effettuati nelle diverse aree piemontesi