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Lotte obbligatorie - Diabrotica del mais
Diabrotica virgifera virgifera Le Conte

La diabrotica del mais (Diabrotica virgifera virgifera Le Conte), coleottero crisomelide originario dell'America settentrionale che vive principalmente a spese del mais (Zea mais L.), è arrivata in Italia nel 1998.

Gli attacchi possono comportare notevoli danni economici. Le larve dell'insetto attaccano le radici causando una riduzione nell'assorbimento degli elementi nutritivi (e quindi della produzione) e predispongono la pianta all'allettamento; gli adulti possono invece attaccare le infiorescenze femminili provocando aborti fiorali e danneggiare la granella in fase di maturazione.

La lotta contro la diabrotica del mais è diventata obbligatoria nel 2000 (decreto ministeriale del 23 febbraio 2000, modificato con DM del 21 agosto 2001). Nel 2009 è entrato in vigore il D.M. 8 aprile 2009 (pdf 124 KB) "Attuazione della decisione n. 2003/766/CE, modificata dalle decisioni 2006/564/CE e 2008/644/CE, relativa alle misure d'emergenza intese a prevenire la propagazione nella Comunità di Diabrotica virgifera virgifera Le Conte" e in applicazione dell’art. 49 comma 2 lettera c) del D.lgs 214/2005 è stato elaborato lo Standard tecnico "Criteri di monitoraggio e di gestione delle infestazioni dell’organismo nocivo Diabrotica virgifera virgifera LeConte nel territorio italiano" (pdf 35 KB).

Nei primi mesi del 2014, l’Unione Europea, constatato che le misure assunte per contrastare l’ulteriore diffusione dell’insetto nelle aree indenni si sono rilevate inefficaci, ha revocato il riconoscimento di Diabrotica del mais quale organismo nocivo da quarantena, escludendolo dall'allegato I della direttiva 2000/29/CE (Direttiva di esecuzione 2014/19/UE e decisione di esecuzione 2014/62/UE).

Morfologia e ciclo biologico

Diabrotica virgifera virgifera Le Conte, comunemente denominata diabrotica del mais, è un insetto appartenente alla famiglia dei coleotteri crisomelidi. Esso vive a spese del mais (Zea mais L.), anche se occasionalmente le larve sono in grado di svilupparsi su altre Poaceae; gli adulti si possono invece rilevare anche su specie di altre famiglie quali: Asteraceae, Fabaceae e Cucurbitaceae.

Morfologia

Uovo: di colore giallo pallido, di forma ovale, con asse longitudinale di circa 0,5 mm. Presenta delle microsculture esagonali del corion ben visibili allo stereomicroscopio.

Larva: di colore da bianco a giallo, con capsula cefalica bruno chiara e una placca bruna sulla parte superiore dell'ultimo segmento addominale. Lo sviluppo passa attraverso tre età, con dimensioni che variano da 1 mm, al momento della schiusa, fino a 12 mm a maturità. Le larve mature appaiono  grinzose.

Pupa: di colore bianco, si possono trovare nel terreno a pochi centimetri di profondità.

Adulto: di colorazione giallo-bruna e dimensioni variabili da 5 a 6 mm. di lunghezza. Il dimorfismo sessuale si manifesta sulle ali (elitre): quasi totalmente scure, tranne la parte caudale giallastra, nei maschi; con tre strisce simmetriche scure su fondo giallo, nelle femmine. Le antenne dei maschi sono, inoltre, più lunghe di quelle dell'altro sesso.

Ciclo biologico

Diabrotica virgifera sverna come uovo, deposto nel terreno nei mesi di luglio - agosto ad una profondità di circa 15 centimetri.

Le larve nascono a partire dal mese di maggio (con un picco attorno a metà giugno) e la schiusa si protrae per tutto il mese successivo. Esse si muovono nel terreno nutrendosi delle radici del mais e occasionalmente di diverse altre graminacee, ma nessuna di queste consente lo sviluppo di popolazioni elevate come il mais. Nei campi coltivati a granoturco iniziano a cibarsi delle radichette laterali della pianta e raggiungono poi le radici principali dove scavano gallerie di alimentazione che possono interessare anche la zona del colletto. Lo sviluppo delle larve dura circa un mese, segue l'impupamento degli insetti, che avviene nel terreno, ed infine lo sfarfallamento degli adulti da metà giugno a fine settembre. La metamorfosi si compie in 1-2 giorni.

Mentre le larve presentano una mobilità molto ridotta, gli adulti possono volare sulla parte aerea delle piante di mais nutrendosi delle foglie e delle sete fiorali. Possono inoltre spostarsi anche di 25-40 chilometri l'anno, non perché possiedano grandi capacità di volo, ma sfruttando l'azione del vento o grazie a diversi vettori, tra cui l'uomo. La sottospecie virgifera compie una sola generazione l'anno come la specie barberi (attualmente presente solo in America); in quest'ultima, però, le uova possono schiudere dopo due anni.

Cenni storici e distribuzione geografica

Cenni storici

Nell'anno 2001 è stata accertata per la prima volta in Piemonte la presenza della diabrotica, in provincia di Novara, a seguito di un monitoraggio con trappole sessuali organizzato dal Settore fitosanitario regionale. Nel 2002, in applicazione del decreto di lotta obbligatoria, sono stati intensificati i monitoraggi, ampliando l'area di controllo a tutto il territorio maidicolo regionale. Dall'indagine effettuata nel 2003 è emerso che l'insetto può essere ormai considerato stabilmente insediato su tutta la regione.

A partire dal 2002 è stato quindi avviato in Piemonte  il programma di intervento, monitoraggio ed assistenza tecnica contro Diabrotica virgifera virgifera Le Conte (DGR n. 54-5737 del 3 aprile 2002), successivamente riproposto fino al 2006 (DGR 26-9522 del 5 giugno 2003 e DGR 15-11863 del 2 marzo 2004).

Il monitoraggio eseguito nel 2004 ha consentito di accertare i primi danni in Piemonte provocati dalla diabrotica in un appezzamento sito nel comune di Marano Ticino, in provincia di Novara, inoltre ha evidenziato un generalizzato  aumento delle popolazioni dell'insetto nell'area interessata dai danni con rischi per le produzioni maidicole degli anni seguenti.

Occorre rilevare che le misure adottate fino al 2004 e le ripetute raccomandazioni a ridurre il più possibile la superficie coltivata a mais in monosuccessione non sono state efficaci nel prevenire la comparsa dei primi danni, per cui si è ritenuto che nei comuni a rischio di danno per il 2005 si dovessero adottare specifiche misure fitosanitarie di fatto poi reiterate nel 2006 e 2007.

Alla luce delle attuali conoscenze, la migliore strategia di contenimento dell'insetto è rappresentata dalla rotazione colturale, da trattamenti insetticidi contro gli adulti e dall'adozione di misure agronomiche sfavorenti il mantenimento e la crescita numerica delle popolazioni esistenti.

Distribuzione geografica

America: Canada (Ontario), Stati Uniti, Messico settentrionale.

Europa: Serbia (1992), Croazia e Ungheria (1995), Romania (1996) Bosnia ed Erzegovina (1997), Montenegro e Bulgaria (1998), Slovacchia e Svizzera (2000), Ucraina (2001), Repubblica Ceca, Austria e Francia (2002), Slovenia, Inghilterra, Olanda e Belgio (2003), Polonia (2005), Germania (2007).

Italia: Veneto (1998), Lombardia (2000), Piemonte (2001), Friuli Venezia Giulia (2002), Emilia Romagna e provincia di Trento (2003), Liguria (2006), Lazio (2008).

Nella Comunità europea Diabrotica virgifera virgifera è stata rilevata per la prima volta nel 1998, in coltivazioni di mais vicine all'aeroporto Marco Polo di Venezia, in Lombardia nel 2000 è stata rinvenuta nei pressi dell'aeroporto di Malpensa (Varese) ed in Piemonte nel 2001 ad Oleggio e Marano Ticino in Provincia di Novara.

Mappa della distribuzione (pdf 75 KB)

Danni

La riduzione e la compromissione dell'apparato radicale del mais ad opera delle larve comportano, in relazione alla gravità dell'attacco, l'allettamento della pianta e la diminuzione della produzione legata alla minor capacità di assorbire l'acqua e gli elementi nutritivi. Le piante allettate tendono a risollevarsi dal suolo curvandosi ed assumono così un caratteristico  portamento "a collo d'oca".

La pianta infestata può essere estratta facilmente dal terreno e la gravità del danno causato alle radici può essere valutata sulla base di una scala di valori, da 1 a 6 (lowa scale), direttamente collegata alla porzione di radice distrutta. Danni crescenti alle radici: 1 = nessun danno; 6 = radici completamente distrutte.

Gli insetti adulti, nutrendosi sia delle foglie che degli stimmi dell'infiorescenza femminile del mais, possono causare aborti fiorali. Il danno finale consiste nella diminuzione della produzione e nella perdita alla raccolta dovuta all'allettamento delle piante.

Dallo studio della dinamica delle popolazioni di Diabrotica virgifera virgifera in Europa emerge che, raggiunto un certo territorio, la specie richieda qualche anno prima di raggiungere livelli di popolazione significativamente dannosi dal punto di vista economico.

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Monitoraggio

Dal 2010 la Regione Piemonte si è dichiarata “zona infestata”, ossia territorio in cui non è più possibile l'eradicazione dell'insetto. L’area che si estende per 10 chilometri all’interno della territorio regionale al confine con la Francia e con le province di Imperia e Genova (territori confinanti con la Regione Piemonte che si sono dichiarati “zona indenne”) è stata invece dichiarata “zona di contenimento” ovvero zona nella quale vengono adottate specifiche misure fitosanitarie volte a limitare l’ulteriore propagazione di diabrotica dalle zone infestate a quelle indenni.
In tale ambito il monitoraggio ha lo scopo di valutare i livelli di popolazione di diabrotica per modulare gli eventuali interventi finalizzati alla gestione delle stesse, alla sostenibilità delle produzioni di mais e al controllo delle potenzialità di espansione dell'insetto verso le zone indenni.
Il monitoraggio è effettuato attraverso la previsione e la verifica in campo della:

  • schiusura del 10% delle ovature (inizio possibili danni larvali alle radici) e del 50% (indicazione utile per un'eventuale semina ritardata della coltura);
  • comparsa dei primi adulti (10% inizio volo) e comparsa prime femmine gravide (indicazione utile per eventuali trattamenti insetticidi);
  • evoluzione del volo (50% adulti) e fine volo (90% adulti).

Andamento della schiusura delle ovature, maturazione degli stadi larvali ed evoluzione del volo degli adulti di diabrotica

La stima del periodo di schiusura delle ovature di diabrotica e del successivo sviluppo degli adulti è formulata mediante l'utilizzo del modello previsionale “Degday”. Tale modello attraverso l'utilizzo delle temperature massime e minime giornaliere dell'aria calcola i gradi giorno utili identificando il momento di raggiungimento della maturazione delle ovature dell'insetto. e la comparsa degli adulti stimandone l’evoluzione, permettendo quindi di dare indicazioni circa il momento per effettuare eventuali trattamenti insetticidi.
Le temperature massime e minime giornaliere dell'aria sono rilevate da alcune stazione meteorologiche della rete agrometeorologica del Piemonte (RAM), in particolar modo da quelle ubicate in areali agricoli a forte incidenza maidicola.
È però molto importante tener presente che il risultato dell'elaborazione del modello fornisce solamente un dato indicativo ed è quasi esclusivamente rappresentativo per gli appezzamenti situati in prossimità della stazione meteorologica stessa in quanto la temperatura dell'aria anche a pochi chilometri di distanza può variare.

Andamento del monitoraggio degli adulti

Nel 2013 il monitoraggio regionale delle popolazioni degli adulti di diabrotica, con l’utilizzo di trappole cromotropiche, non verrà più effettuato.

Metodi di controllo

Per arginare la diffusione della Diabrotica virgifera si possono adottare alcune misure agronomiche previste dal decreto di lotta obbligatoria 8 aprile 2009 e dello standard tecnico:

  • effettuare l'avvicendamento colturale o rotazione del mais con altre colture (ad esempio soia, grano, loiessa, pisello proteico) non attaccate dall'insetto;
  • ritardare la semina dopo la metà di giugno secondo le indicazioni fornite dal Settore fitosanitario regionale;
  • iniziare la raccolta del mais dopo il 1° ottobre al fine di evitare di trasportare in un territorio indenne femmine di diabrotica ancora in grado di ovideporre;
  • non trasportare fuori della zona infestata piante o parti di piante di mais allo stato fresco, compreso il trinciato integrale ed il "pastone di pannocchie" come anche il terreno che ha ospitato mais.

Relativamente agli interventi di tipo chimico, in Italia attualmente sono registrate diverse sostanze attive (clorpirifos-etile, alfacipermetrina, ciflutrin, deltametrina, lambda-cialotrina e clorpirifos-etile+deltametrina); questa soluzione può essere utile per controllare focolai circoscritti o con presenza diffusa della specie per abbassare il livello delle popolazioni.
I trattamenti vanno effettuati contro gli adulti nel periodo di massimo sfarfallamento (luglio), al superamento della soglia di intervento (6 adulti/trappola cromotropica gialla/giorno).
I trattamenti con geodisinfestanti che, peraltro, se usati alla semina possono non avere successo dato il lungo periodo che può trascorrere fra il trattamento e la schiusura delle uova del litofago, infatti possono aver senso se la semina è stata effettuata dopo il 1 aprile.
Sarebbe più conveniente un trattamento insetticida contro  le larve effettuato alla rincalzatura, soprattutto se le condizioni climatiche risultano favorevoli alla sopravvivenza delle larve; a tal proposito l’insetticida va incorporato leggermente nel terreno e va tarata correttamente l’attrezzatura per distribuire la giusta quantità di principio attivo.

Lotta obbligatoria contro la diabrotica del mais in Piemonte - Anno 2005

Registrazione dei trattamenti insetticidi (pdf 21 KB) - (word 52 KB)
Richiesta di autorizzazione al trasporto di granella fuori della zona d'insediamento (pdf 9 KB) - (word 28 KB)