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Lotte obbligatorie - Cinipide del castagno
Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu


Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu (Hymenoptera: Cynipidae) è considerato l'insetto più nocivo per il castagno a livello mondiale. Come molte altre specie appartenenti alla famiglia Cinipide è caratterizzato dalla capacità di indurre la formazione di galle sulle piante ospiti.

Purtroppo l'arrivo di questo insetto va ad incrementare il numero di parassiti esotici che, accidentalmente introdotti in passato, hanno arrecato gravi danni alla castanicoltura europea come il cancro della corteccia del castagno.

Anche se attualmente l'importanza economica della castanicoltura è decisamente inferiore rispetto a quella di un tempo, negli ultimi anni si sono moltiplicati i tentativi di rilancio e valorizzazione di questa attività ai fini della produzione di frutti di qualità per il consumo diretto o per la trasformazione dolciaria, sia con coltivazioni specializzate di ibridi tra il castagno europeo e quello giapponese o cinese sia attraverso il recupero delle migliori varietà locali delle vallate alpine o appenniniche. La diffusione di D. kuriphilus potrebbe ostacolare gravemente queste iniziative.

Cenni storici e areale di diffusione

Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, originario della Cina settentrionale, è stato segnalato per la prima volta in Giappone nel 1941. Diffusosi anche in Corea, a partire dagli anni '60 ha causato in entrambi i Paesi gravi danni alle coltivazioni di castagno da frutto, con perdite di produzione fino al 70 - 80 %.

Nel 1974 il cinipide ha fatto la sua comparsa in Georgia (USA) in coltivazioni di castagno cinese (Castanea mollissima Bl.), arrivando con marze di provenienza asiatica non sottoposte a quarantena. Dopo aver compromesso seriamente la produzione di questi impianti da frutto, a partire dal 1992 l'insetto è stato ritrovato anche sul castagno americano (Castanea dentata
Borkh.). Attualmente negli Stati Uniti risulta endemico in Georgia e North Carolina e presente anche in Alabama, Tennessee, Virginia, Kentucky e Ohio.

In Europa la specie è stata segnalata per la prima volta in Piemonte nel 2002, in diverse località della provincia di Cuneo (Boves, Peveragno, Chiusa Pesio, Roccavione, Robilante). Nelle località del Cuneese è stata riscontrata la presenza di galle sia sugli ibridi eurogiapponesi (Castanea
crenata
x C. sativa), la cui coltivazione in zona è iniziata a partire dagli anni '80, sia sul castagno europeo (Castanea sativa Mill.), selvatico o innestato, ampiamente diffuso nella copertura boschiva pedemontana.

Nella primavera 2002 sono pervenuti al Settore fitosanitario della Regione Piemonte campioni di castagno provenienti da Boves e Peveragno, comuni situati in un'area pedemontana a sud di Cuneo. Entrambi i campioni erano costituiti da getti interessati da numerose galle di colore verde e forma tondeggiante, di dimensioni variabili da 0,8 a 1,5 cm di diametro. Le galle erano a volte localizzate su singole foglie ma più spesso interessavano i germogli laterali o apicali dei rami, inglobando una parte delle giovani foglie e determinando l'arresto dello sviluppo vegetativo dei getti colpiti. All'interno delle galle erano presenti alcune celle (fino a 7-8 a seconda delle dimensioni delle galle stesse) ospitanti larve biancastre, prive di zampe ed occhi.

La determinazione degli adulti ottenuti dalle galle, effettuata dal dr G. Melika del Systematic parasitoid Laboratory di Koeszeg (Ungheria), ha confermato la comparsa in Piemonte di Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu (Hymenoptera; Cynipidae), specie non ancora segnalata in Europa. La sua introduzione in Piemonte è probabilmente avvenuta, come negli USA, con l'importazione di materiale propagativo di castagno dai Paesi (Cina, Giappone, Corea e USA) in cui il cinipide risultava presente. L'arrivo dell'insetto è sicuramente precedente al 2002, in quanto in quell'anno la sua presenza era già diffusa nei castagneti di alcuni comuni cuneesi ed era tale da rendere improponibili tentativi di eradicazione.

A partire dal 2005 è stata segnalata la presenza del cinipide in altre regioni italiane (Lazio, Campania, Abruzzo, Lombardia, Toscana, Veneto, Trentino-Alto Adige, Liguria, Emilia-Romagna) ed in altri stati (Slovenia, Francia) a causa di astoni acquistati da vivai piemontesi. In alcuni casi le infestazioni sono considerate eradicate.

La diffusione del cinipide galligeno può verificarsi per:

  • volo attivo delle femmine;
  • trasporto passivo delle stesse (ad opera, per esempio, di camion e altri mezzi di trasporto);
  • commercio di astoni e marze infestati.

Proprio questa ultima modalità è considerata responsabile della introduzione di D. kuriphilus in nuovi Paesi.

Sintomatologia e danni

I sintomi tipici della presenza di Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, specie che attacca esclusivamente il castagno, sono rappresentati dalle galle, ingrossamenti di forma più o meno tondeggiante, che si formano nell'arco di 2-3 settimane sui germogli in primavera, in seguito ad una reazione delle piante alla presenza delle larve nelle gemme.

Caratteristiche delle galle:

  • coinvolgono direttamente i germogli oppure possono localizzarsi sulla nervatura mediana delle foglie o alla base degli amenti maschili;
  • hanno diametro variabile da 0,5 a 3-4 cm;
  • contengono una o più celle (fino a 30-40) in cui si sviluppano gli stadi giovanili del cinipide; 
  • sono di colore verde, sovente con sfumature rossastre anche intense;
  • disseccano nel corso dell' estate e possono restare sui rami per più anni.

Nel caso di forti infestazioni la formazione delle galle determina un arresto dello sviluppo dei germogli riducendo la crescita delle piante e la produzione di castagne.
La formazione delle galle può interessare germogli, foglie e amenti maschili determinando un contenimento dello sviluppo vegetativo e una forte riduzione della fruttificazione.

Mentre le galle risultano facilmente visibili, più subdola è la presenza delle uova e delle larve del primo stadio all'interno delle gemme, che non manifestano sintomi evidenti per tutto il periodo intercorrente tra la deposizione delle uova in estate fino alla ripresa vegetativa nella primavera dell'anno seguente.

In Giappone e negli Stati Uniti sono stati registrati cali produttivi del 50-70%, nonché forti deperimenti degli impianti colpiti. Anche la produzione legnosa di fustaie e cedui può subire danni.

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Ciclo biologico e morfologia

Ciclo biologico

Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu presenta una sola generazione annua ed è caratterizzata da una forma di riproduzione detta "partenogenesi telitoca": i maschi risultano assenti e dalle uova hanno origine solo femmine.
Il decorso del ciclo biologico è influenzato da fattori climatici, legati ad esempio all'altitudine e all'esposizione degli impianti, nonché alla diversa precocità vegetativa delle varietà coltivate.

La diffusione del cinipide galligeno può verificarsi per:

  • volo attivo delle femmine;
  • trasporto passivo delle stesse (ad opera, per esempio, di camion e altri mezzi di trasporto);
  • commercio di astoni e marze infestati.

Proprio questa ultima modalità è considerata responsabile della introduzione di D. kuriphilus in nuovi Paesi.

Morfologia

Larva: sezionando le galle formatesi alla ripresa vegetativa (a partire dalla seconda decade di aprile) si possono vedere al loro interno una o più cellette, ciascuna contenente una piccola larva bianca, priva di zampe ed occhi. A completo sviluppo le larve misurano 2,5 mm circa di lunghezza.

Pupa: a partire dalla metà di maggio, nelle situazioni più favorevoli, fin verso la metà di luglio nelle località più fredde, inizia la trasformazione delle larve in pupe, di colore bianco nelle prime fasi e successivamente nero.

Adulto: da metà giugno fin verso la metà di agosto dalle pupe hanno origine le femmine che, scavando una galleria, fuoriescono dalle galle.
Le femmine sono lunghe 2,5-3,0 mm, presentano una colorazione nera a carico del torace e dell'addome, gli arti risultano di colore giallo brunastro (ad eccezione dell'ultimo segmento tarsale bruno scuro), le antenne sono composte di 14 segmenti (di cui i primi tre ocracei, mentre i successivi di colore bruno progressivamente più scuro verso l'apice antennale), le ali anteriori hanno nervature poco evidenti. L'addome, grande e tondeggiante, è provvisto di un ovopositore filiforme per mezzo del quale le femmine inseriscono le uova all'interno delle gemme. In fase di riposo la terebra è scarsamente visibile in quanto riparata all'interno dell'addome.
Ogni femmina può deporre fino a 100-150 uova, per cui il potenziale riproduttivo di questa specie risulta molto elevato.

Uova e primo stadio larvale: le uova, ialine e piriformi, sono provviste di un lungo peduncolo. Sono inserite in gruppi in prossimità dell'apice vegetativo all'interno delle gemme. Dopo circa 30-40 giorni dalla deposizione si trasformano nel primo stadio larvale. Questo stadio, di forma tondeggiante e colore ialino, ha uno sviluppo molto lento per tutto il resto della stagione. Solo nella primavera successiva si completerà lo sviluppo larvale determinando per reazione la formazione delle galle. Le gemme infestate, durante la fase di riposo vegetativo, non presentano sintomi che possano far supporre la presenza dei primi stadi larvali al loro interno. I segni dei fori di ovideposizione sulle gemme tendono infatti a scomparire nell'estate.

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Monitoraggio

Il Settore fitosanitario regionale ha seguito in questi anni la progressiva diffusione del cinipide finanziando e coordinando l'attività di monitoraggio del territorio realizzata dai tecnici delle organizzazioni professionali agricole e dall’IPLA  .
A partire dall'area infestata rilevata nel 2002 a sud di Cuneo, la diffusione del cinipide ha progressivamente interessato la fascia alpina con presenza del castagno sia verso ovest che verso est. Anche diversi impianti di ibridi eurogiapponesi presenti nelle zone di fondovalle del Cuneese risultano infestati.

Situazione 2007

Le segnalazioni sono notevolmente aumentate e interessano attualmente tutte le province del Piemonte ad esclusione di Biella.

Nel Cuneese l’area infestata comprende ormai la maggior parte del territorio castanicolo: si è infatti estesa a nord-ovest, nella valle Varaita e nelle valli Po, Bronda e Infernotto dove è comparso in due impianti nei comuni di Barge e Bagnolo Piemonte, e a nord-est, dove numerose segnalazioni riguardano la zona del Roero, fino a Montà.

La presenza del cinipide è aumentata anche ad est raggiungendo la Langa Astigiana e la valle Bormida, dove è presente da Serole fino a Loazzolo e Rocchetta Palafea e l’Alessandrino con un unico punto nel comune di Bistagno.

Nella zona del Lago d’Orta l’area infestata si estende tanto da interessare il territorio di tre province (Novara, Verbania, Vercelli). Sono state rilevate infatti alcune nuove zone di espansione: in val Sesia, nel comune di Civiasco; al passo della Colma, in val Strona, nei comuni di Massiola e Germagno e lungo quasi tutta la sponda orografica sinistra del lago, tra Gravellona Toce e Gozzano.

Il cinipide ha fatto la sua comparsa anche in provincia di Torino, nel comune di Almese, dove l’infestazione è presente su un limitato numero di alberi, presenti in due giardini privati. Verificata l’assenza nelle aree limitrofe, è stata istituita una zona focolaio in cui verranno attuati drastici interventi di potatura, volti all’eradicazione del parassita.

Lotta obbligatoria e contenimento

Lotta obbligatoria

A fine giugno 2006 la Commissione europea ha adottato una decisione che stabilisce misure d’emergenza provvisorie per impedire l’introduzione e la diffusione di Dryocosmus kuriphilus nella Comunità. La normativa italiana si è pertanto adeguata con il decreto ministeriale 30 ottobre 2007. La normativa attualmente in vigore, recepita a livello regionale con la determinazione dirigenziale n. 181 del 11 dicembre 2007, prevede:

  • monitoraggi annuali per la delimitazione delle zone infestate (zone insediamento e focolaio);
  • blocco delle attività vivaistiche (per il castagno) nelle zone infestate e in un’area “cuscinetto” di 15 km di larghezza;
  • divieto di far uscire materiale di moltiplicazione (astoni, marze) di castagno da queste aree.

Azioni di contenimento

Le azioni di contenimento di Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, già sperimentate in Estremo oriente e negli USA, non sono facilmente praticabili e danno risultati parziali. In primavera, prima della fuoriuscita degli adulti dalle galle, la potatura dei getti colpiti e la successiva distruzione possono rallentare lo sviluppo delle infestazioni.

Negli Stati Uniti trattamenti con insetticidi a lunga persistenza nel periodo di sfarfallamento delle femmine hanno determinato una mortalità anche significativa, senza peraltro risultare risolutivi, mentre trattamenti con insetticidi sistemici diretti contro le larve all’interno delle galle sono risultati inefficaci perché le galle stesse hanno ostacolato il trasloco dei principi attivi con la linfa. Questi interventi non sono comunque agevoli su alberi di grandi dimensioni e su terreni declivi; inoltre trattamenti chimici in aree boschive risulterebbero del tutto inaccettabili dal punto di vista dell’impatto ambientale.

In Giappone, Corea e Cina sono stati effettuati numerosi studi per selezionare varietà resistenti al cinipide puntando su ibridi di Castanea crenata x C. mollissima o cultivar di C. mollissima con formazione tardiva delle gemme. In questo modo infatti le femmine che sfarfallano non trovano gemme in cui ovideporre. Anche negli USA l’attività di miglioramento genetico del castagno da frutto ha cercato di  introdurre fattori di resistenza a D. kuriphilus utilizzando specie come Castanea pumila (American chinquapin) e Castanea henryi (Chinese chinquapin), oltre a varietà di C. crenata resistenti.

In Giappone si sono ottenuti buoni risultati nel controllo di questo insetto attraverso l’introduzione dalla Cina di uno specifico parassitoide, l’imenottero calcidoideo Torymus sinensis Kamijo. In molte località, a distanza di quasi venti anni dall’effettuazione dei primi lanci di questo parassitoide, le percentuali di germogli attaccati dal cinipide sono modeste, ben al di sotto delle soglia di danno.

Ritenendo la lotta biologica, sulla base della positiva esperienza giapponese, una delle pochissime tecniche di contenimento dei danni derivanti dalla diffusione di questo nuovo insetto esotico, già nel 2003 sono stati intrapresi contatti dal Settore fitosanitario con ricercatori  giapponesi del National Agricultural Research Center di Tsukuba, in particolare con il dott. Seiichi Moriya.

La Regione Piemonte ha quindi avviato uno specifico progetto di ricerca, affidato al DiVaPRA - Settore entomologia e zoologia applicate all’ambiente   dell’Università di Torino, per lo studio dell’introduzione del parassitoide Torymus sinensis nella nostra regione.
Nel 2005 sono state rilasciate le prime coppie del parassitoide in alcune località della provincia di Cuneo e altri rilasci sono stati effettuati anche negli anni successivi.
I primi incoraggianti risultati sono stati ottenuti nel 2007 con lo sfarfallamento di esemplari di
T. sinensis
da galle raccolte nei siti oggetto dell’introduzione. Ciò significa che il parassitoide si è ormai insediato in queste località ed è quindi possibile un incremento progressivo della sua presenza nei prossimi anni, fino a raggiungere livelli tali da ridurre in modo significativo le infestazioni di D. kuriphilus, come si è verificato in Giappone.

Programma regionale d'intervento

Considerati i possibili rischi per la castanicoltura, la Regione Piemonte ha varato una specifica legge (legge regionale 29 novembre 2004, n. 35) per finanziare attività di ricerca volte a ridurre i danni conseguenti all'introduzione e diffusione di questo insetto. Questa  legge prevede che la Regione Piemonte promuova con le associazioni dei produttori, gli istituti universitari ed altri soggetti idonei l'attività tecnico-scientifica necessaria ad individuare le forme di intervento utili per fronteggiare l'emergenza.

Per l'attuazione della legge è stato approvato, in base alle esperienze degli altri Paesi in cui il cinipide è stato introdotto, uno specifico programma regionale di intervento (DGR n. 39-822 del 12 settembre 2005) in cui sono previsti i seguenti indirizzi di ricerca:

  • valutazione della possibilità di introdurre in Piemonte uno specifico limitatore naturale (Torymus sinensis) per la lotta biologica al cinipide;
  • studio su eventuali differenze di sensibilità delle varietà locali agli attacchi del fitofago;
  • verifica della possibilità di lotta "chimica" contro l'insetto, soprattutto nell'ottica della difesa dei vivai o dei giovani impianti.