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Storia del settore fitosanitario

Storia

L'attuale Settore fitosanitario trae le sue origini dal Laboratorio di fitopatologia, prima istituzione del genere in Italia, fondato nel 1903 per iniziativa del prof. Piero Voglino. Il Laboratorio era annesso al Gabinetto di storia naturale del liceo "Massimo d'Azeglio" di Torino, presso il quale insegnava il fondatore. Sotto la guida del Voglino venne potenziato con sostanziali aiuti da parte di enti locali ed anche del Ministero dell'agricoltura e delle foreste e, nel dicembre del 1908, divenne autonomo assumendo la denominazione di Osservatorio consorziale di fitopatologia.

Con RD 3 maggio 1914 n. 421 il Governo riconosceva l'istituzione con il nome di Osservatorio di fitopatologia, a cui veniva affidato il servizio fitopatologico anche per le province di Cuneo e Novara.

Con RD 26 aprile 1923 n. 1024 l'Osservatorio veniva trasformato in Laboratorio sperimentale di fitopatologia con annesso Regio osservatorio per le malattie delle piante (OMP Torino). Al sostegno finanziario di numerosi enti piemontesi si aggiunse anche quello della provincia di Aosta.

Alla morte dell'illustre fitopatologo Voglino, avvenuta nel 1933, veniva incaricato della direzione un entomologo non meno insigne, il prof. Giuseppe Della Beffa, che rimase in carica fino al suo collocamento a riposo avvenuto nel 1954. Da quell'anno e fino al 1972, alla direzione veniva chiamato il fitopatologo dott. Giovanni Borzini. Il resto è storia recente: nel 1972 fu nominato direttore il prof. Alberto Ugolini; sotto la sua direzione, in attuazione del DPR n. 616 del 1977, l'istituzione fu trasferita alla Regione ed in tale occasione perse la giurisdizione sulla Valle d'Aosta.

Con deliberazione della Giunta regionale n. 80 del 23 ottobre 1979 venne fondato il Laboratorio agrochimico, con lo scopo di effettuare analisi fisico-chimiche dei terreni e di formulare piani di concimazione. Questo all'inizio venne aggregato all'OMP; in seguito, con DGR 1274/cr/4264 del 19 marzo 1990, divenne struttura a sé stante con la denominazione di Servizio laboratorio agrochimico, diretto dal dott. Mario Rosso e, dopo la sua prematura scomparsa, dal dott. Giovanni Perrone.

Dal 1989 al 2000 è stato il dott. Gennaro Mancini a dirigere l'OMP che, nel corso di questi anni, ha cambiato due volte denominazione, prima come Servizio sperimentazione e lotta fitosanitaria ed ora come Settore fitosanitario, anche se per abitudine viene ancora spesso ricordato con il nome originario di Osservatorio per le malattie delle piante. Dal 1998 è stata aggiunta la Sezione di agrometeorologia ed è stato riaggregato il Laboratorio agrochimico, per cui la struttura è venuta ad assumere l'attuale fisionomia sotto la Direzione regionale Sviluppo dell'agricoltura.

Questi 100 anni comprendono un periodo particolarmente interessante e fecondo per la storia della fitoiatria, caratterizzato da un progresso scientifico e tecnologico così intenso quale l'umanità non aveva mai conosciuto in passato e di cui anche la fitoiatria ha potuto avvalersi, divenendo scienza sempre più complessa e sofisticata.

Andando a sfogliare qualche numero di inizio '900 del Bollettino del Laboratorio di fitopatologia di Torino è inevitabile cadere nella tentazione di sorridere alla lettura delle diagnosi e delle indicazioni di lotta fornite agli agricoltori dell'epoca. Oggi il livello delle conoscenze è talmente elevato da aver prodotto una proliferazione di discipline sempre più specialistiche, che richiedono un continuo sforzo di aggiornamento da parte degli addetti e di adeguamento delle strumentazioni.

Occorre però evitare gli inconvenienti che sono propri dell'esasperazione della specializzazione, per mantenere invece una giusta visione d'insieme, che nella stragrande maggioranza dei casi è l'unica atta a garantire un'adeguata risposta tecnica. Di qui l'esigenza di un approccio interdisciplinare, che può essere realizzato solo attraverso un lavoro di squadra da parte di tutti gli specialisti.

A questo tipo di lavoro si presta particolarmente bene una struttura come il Settore fitosanitario, dove, assai opportunamente, sono presenti tutte le competenze non solo fitoiatriche ma anche relative ai fattori ambientali (agrometeorologia e laboratorio agrochimico).