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I prodotti fitosanitari

Secondo il D.P.R  55  del 28 febbraio 2012 recante  modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290, per la “semplificazione dei procedimenti di autorizzazione alla produzione, alla immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti"   i prodotti fitosanitari  (P.F.) vengono definiti prodotti, nella forma in cui sono forniti all'utilizzatore, contenenti o costituiti da sostanze attive, antidoti agronomici o sinergizzanti, destinati a:
1) proteggere i vegetali o i prodotti vegetali da tutti gli organismi nocivi o prevenirne gli effetti;
2) influire sui processi vitali dei vegetali, con esclusione dei fertilizzanti che influiscono sulla loro crescita;
3) conservare i prodotti vegetali, con esclusione dei conservanti disciplinati da particolari disposizioni comunitarie;
4) eliminare le piante indesiderate;
5) controllare o evitare una crescita indesiderata dei vegetali.

Il termine prodotti fitosanitari è oggi utilizzato in sostituzione di termini impiegati in passato come ad esempio fitofarmaci, antiparassitari, presidi sanitari. Nel linguaggio comune i prodotti fitosanitari vengono spesso indicati anche con il termine di agrofarmaci.
Il campo di utilizzo dei prodotti fitosanitari può essere sia agricolo sia extra agricolo, comprese le applicazioni alle piante ornamentali, da appartamento e da giardino domestico

Tipologie di prodotti fitosanitari:

BATTERICIDI: combattono malattie  causate da batteri (es. Psudomonas sp.)
FUNGICIDI O ANTICRITTOGAMICI : combattono malattie  causate da funghi (o crittogame) (es.  peronospora, oidio, ticchiolatura ecc.)
INSETTICIDI : combattono gli insetti dannosi alle piante coltivate ed alle derrate alimentari immagazzinate ( es. afidi, tignole, cidia ecc.)
ACARICIDI : combattono gli acari nocivi alle piante (es. ragnetto rosso)
NEMATOCIDI : combattono i nematodi (es. nematodi galligeni (Meloidogyne sp) nematodi vettori di virus (Xiphinema sp) ecc.)
MOLLUSCHICIDI:  agiscono contro lumache e limacce, generalmente sotto forma di esche
RODENTICIDI: impiegati contro roditori (topi, arvicole)
DISERBANTI: controllano o eliminano le erbe infestanti
REPELLENTI: tengono lontani parassiti animali
FUMIGANTI: agiscono sotto forma di gas o vapore contro vari parassiti vegetali ed animali.
FITOREGOLATORI: agiscono sull’attività di fitormoni, riequilibrandoli (es. alleganti, diradanti ecc.).
FISIOFARMACI: agiscono contro fisiopatie (es. riscaldo, butteratura amara ecc.)

Modalità di azione:

I prodotti fitosanitari possono essere applicati alla pianta o al terreno.
I trattamenti alla pianta possono essere effettuati mediante applicazione diretta (ad es. concia dei semi, disinfezione delle talee o dei tagli di potatura) o tramite immissione nell’atmosfera sotto forma di polvere o miscela acquosa.
I trattamenti al terreno possono essere effettuati mediante incorporamento o attraverso l’irrigazione.

In base al modo in cui  i prodotti fitosanitari interagiscono con la pianta possono essere definiti:

  • Di COPERTURA o CONTATTO: i prodotti si dispongono esclusivamente sulla superficie dei tessuti vegetali senza penetrare al loro interno. 
  • CITOTROPICI o LOCOSISTEMICI: i prodotti sono in grado di penetrare nei primi strati dei tessuti vegetali senza entrare in profondità.
  • TRANSLAMINARI: i prodotti penetrano da una pagina all’altra delle foglie senza diffondersi
  • attraverso le cellule.
  • SISTEMICI: i prodotti traslocano all’interno della pianta anche lontano dal punto di  applicazione. La loro traslocazione può essere:
    - apoplastica o  ascendente: per via xilematica, segue la corrente linfatica dalle radici alle foglie
    - simplastica  o discendente: per via floematica, dalle foglie verso le radici

FUNGICIDI:
- PREVENTIVI - impediscono che avvenga l’infezione pertanto devono essere presenti sull’organo da proteggere prima che questo sia contaminato.
- CURATIVI -  interrompono il processo infettivo nei primi stadi del periodo d’incubazione pertanto devono essere impiegati entro breve tempo dalla contaminazione.
- ERADICANTI - devitalizzano  gli organi di sopravvivenza e disseminazione dei patogeni; pertanto possono essere impiegati entro tempi relativamente lunghi dalla contaminazione.

INSETTICIDI  - ACARICIDI - NEMATOCIDI:
- INGESTIONE : agiscono a seguito di ingestione da parte dell’organismo nocivo
- CONTATTO : hanno azione  tossica sul tegumento esterno del corpo
- ASFISSIA : raggiungono l’apparato respiratorio bloccandone l’attività
- INTERFERENZE SULLA RIPRODUZIONE (feromoni): ostacolano la riproduzione
- INTERFERENZE SULLO SVILUPPO (regolatori di crescita): alterano i meccanismi della muta
Possono inoltre essere classificati sulla base dello stadio biologico dell’organismo nocivo
- ADULTICIDI
- OVICIDI
- NEANICIDI – LARVICIDI

ERBICIDI:
- PRE-SEMINA: applicazione prima che la coltura sia seminata o trapiantata
- PRE-EMERGENZA: applicazione dopo la semina e prima che la coltura sia emersa dal terreno
- POST-EMERGENZA: applicazione in presenza della coltura e/o contemporanea presenza delle infestanti.
In ogni caso il prodotto deve essere SELETTIVO, cioè non deve provocare ripercussioni negative sulla  coltura in atto, ma colpire esclusivamente l’infestante.

Caratteristiche

Un prodotto fitosanitario pronto all’impiego è caratterizzato da varie proprietà che devono essere tenute in attenta considerazione:

  • ATTIVITA’: è l’azione nociva verso l’agente patogeno responsabile dell’avversità;
  • POTERE  BAGNANTE e POTERE  RICOPRENTE: esprimono la capacità di formare un velo sottile ed uniforme sulla superficie trattata; 
  • ADESIVITA’  e  TENACIA: è la capacità di aderire stabilmente alla superficie trattata;
  • PERSISTENZA DI AZIONE: è il tempo entro il quale l’azione del prodotto si mantiene efficace;
  • RESISTENZA AL DILAVAMENTO: è la capacità di resistere all’azione dilavante della pioggia; dipende dalle caratteristiche della precipitazione e dai coformulanti che aumentano l’adesività del PF all’organo trattato;
  • FITOTOSSICITA’: è un’azione dannosa sulle colture agrarie provocata da dosi troppo elevate di prodotto, incompatibilità con altri prodotti miscelati, impiego su varietà particolarmente sensibili, contatto su colture alle quali il prodotto non è destinato (più comune nei diserbanti).  
  • SELETTIVITA’: è la capacità di un prodotto fitosanitario di agire nei confronti dell’avversità rispettando gli organismi utili presenti o, nel caso degli erbicidi, la coltura trattata;

In caso di miscela di prodotti si dovrà avere cura di verificare la miscibilità degli stessi, seguendo le indicazioni riportate sull’etichetta per evitare fenomeni di antagonismo (diminuzione dell’efficacia) o di ridotta selettività.

Classificazione tossicologica

I prodotti fitosanitari sono stati suddivisi in classi di tossicità in base all’impatto che questi  possono avere nei confronti sia dell’uomo, sia dell’ambiente.
La classificazione del rischio nei confronti di organismi animali si basa principalmente  sulla  “dose letale 50” (DL50) e sulla “concentrazione letale 50”(CL50), che esprimono la tossicità acuta del prodotto.

La DL50 indica la dose di principio attivo somministrata in una sola volta per via orale (DL50 orale)  o dermale (DL 50 dermale), in grado di causare la morte del 50% degli animali da laboratorio (in genere cavie o ratti), riportata all’uomo tramite idonei fattori di correlazione. La DL50 viene espressa in milligrammi di principio attivo per ogni chilogrammo di peso corporeo (mg/kg). Minore è il valore della DL50, maggiore sarà la tossicità del prodotto.

La CL50 esprime la concentrazione del principio attivo somministrata per un tempo determinato per via inalatoria, in grado di causare la morte del 50% di una popolazione campione di animali da laboratorio , riportata all’uomo tramite idonei parametri di correlazione. Viene espressa in parti per milione (ppm = mg/kg) nel caso di solidi o liquidi ed in milligrammi per metro cubo (mg/mc) nel caso di vapori o aerosol. I valori di CL50 sono applicati ai prodotti gassosi, a quelli immessi in commercio sotto forma di gas liquido, ai prodotti fumiganti  e agli aerosol nonché ai prodotti fitosanitari in polvere il cui diametro delle particelle non superi i 50 micron { micron (µ) = millesimo di millimetro}.

Va inoltre osservato che nella classificazione dei prodotti si tiene conto anche dei rischi di cancerogenesi, mutagenesi, teratogenesi per i quali sono previsti altresì specifici simboli di pericolo.
La classificazione del rischio nei confronti dell’ambiente, prevista dalla Direttiva 2003/82/CE, prevede in etichetta  specifiche  frasi SPe relative alle precauzioni per l’ambiente.

In Italia dal 1° giugno 2015 i prodotti fitosanitari (miscele) dovranno essere obbligatoriamente classificati, etichettati e imballati secondo il Regolamento (CE) n. 1272/2008 denominato CLP (Classification, Labelling and Packaging), che aggiorna il sistema di classificazione ed etichettatura dei prodotti chimici. 
Il Regolamento riprende i principi del GHS (Globally Harmonized System), definito dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite per garantire un sistema di classificazione ed etichettatura armonizzato a livello mondiale delle sostanze e miscele pericolose. Sono previste classi di pericolo (fisico, per la salute e per l’ambiente).

Il regolamento CLP  prevede:
- nuovi pittogrammi GHS in sostituzione dei vecchi simboli
- indicazioni di pericolo (frasi H = hazard = pericolo) in sostituzione delle frasi di rischio (frasi R) che  descrivono la natura e, se necessario il livello di pericolo di un prodotto fitosanitario;
- eventuali consigli di prudenza (frasi P) frasi che descrivono la misura o le misure raccomandate per ridurre al minimo, prevenire gli effetti nocivi dell'esposizione a una sostanza o miscela pericolosa.

Indicazioni di pericolo (Hazard statements)

  • FRASI H
    • H200 Pericolo fisico
    • H300 Pericolo per la salute
    • H400 Pericolo per l’ambiente

Consigli di prudenza (Precautionary statements)

  • FRASI P
    • P100 Generale
    • P200 Prevenzione
    • P300 Risposta
    • P400 Immagazzinamento
    • P500 Eliminazione

* Frasi supplementari per criteri solo UE e non GHS
– EU+ tre cifre (0 + il numero della vecchia frase R)

Periodo transitorio: le miscele (formulati commerciali)  immesse sul mercato fino al 1° giugno 2015 potranno essere classificate, etichettate e imballate secondo il sistema vigente (Direttiva 1999/45/CE) o secondo il Regolamento CLP.
Le miscele classificate in base al vecchio sistema ed  immesse sul mercato (presso i rivenditori) prima del 1° giugno 2015 possono essere commercializzate fino al 1° giugno 2017 successivamente a questa data  possono essere vendute  a condizione che siano rietichettate e reimballate secondo il Reg. CLP.

Scheda di sicurezza (SDS): Le schede di dati di sicurezza comprendono informazioni sulle proprietà e sui pericoli della sostanza, istruzioni per la manipolazione, lo smaltimento e il trasporto e misure di pronto soccorso, antincendio e di controllo dell'esposizione.

Etichetta

Prodotti fitosanitari con etichetta non conforme al Clp

Il ministero della Salute ha pubblicato una circolare esplicativa (prot. 18898 dell’8 maggio 2017) sulle rimanenze di prodotti fitosanitari e coadiuvanti recanti ancora la vecchia etichetta Dpd.
I prodotti fitosanitari e coadiuvanti e le altre miscele pericolose sin dal 1° giugno 2015 possono essere immessi sul mercato (= venduti per la prima volta in Italia dal titolare dell’autorizzazione in commercio) solo con l’etichetta Clp.
I prodotti che si  trovano con vecchia etichetta Dpd usufruiscono di una deroga di due anni che vale per le immissioni in commercio antecedenti al 1° giugno 2015 e in assenza di ulteriori variazioni di etichetta resesi necessarie per altri motivi.

Gestione dei prodotti con etichetta vecchia (Dpd)

1. Distributori, compresi i rivenditori al dettaglio:

Sino al 31 maggio 2017 potranno ancora vendere prodotti con vecchia etichetta Dpd in regola con la deroga, successivamente dovranno:

  • previo accordo restituire al titolare dell’autorizzazione i prodotti con etichette redatte secondo la precedente Direttiva, o con imballaggi difformi da quelli previsti dal regolamento Clp ai fini della rietichettatura ed eventuale “reimballaggio
  • smaltire i prodotti fitosanitari non conformi secondo le modalità consentite dalla norma vigente sulla materia
  • collaborare alla diffusione di schede di sicurezza aggiornate agli utilizzatori


2. Agricoltori professionali

Dal 1° giugno 2017 gli agricoltori professionali potranno usare i prodotti con vecchia etichetta Dpd a patto che:

  • la data di produzione sia anteriore al 31 maggio 2015 (fa fede il lotto di produzione)
  • siano disponibili schede di sicurezza aggiornate ai sensi del regolamento 2015/830
  • se l’agricoltore professionale ha dipendenti, per ottemperare al DL 81 del 2008 deve anche dotarsi dell’etichetta aggiornata secondo il Clp.

Come capire se un prodotto con etichetta Dpd può essere effettivamente usato dopo il 31 maggio 2017 o se va solo smaltito:

    • un prodotto con vecchia etichetta Dpd può essere usato dopo la scadenza solo se esiste la sua versione aggiornata con etichetta Clp.
    • ci sono prodotti in commercio per i quali l’etichetta Clp non esiste e quindi, non esistendo né etichetta, né scheda di sicurezza Clp, non possono essere utilizzati
    • se l’etichetta Clp non è in banca dati : il prodotto con tutta probabilità dopo il 31 maggio 2017 va smaltito come rifiuto
    • in ogni caso, consultare il titolare della registrazione o  il distributore

     

    L’etichetta è un documento ufficiale, approvato dal Ministero della Salute, riportato sul contenitore di un prodotto fitosanitario contenente tutte le informazioni necessarie per un uso efficace e sicuro  al fine di evitare rischi per la salute dell’operatore, del consumatore e per l’ambiente. L’etichetta deriva da una valutazione, effettuata da esperti, delle caratteristiche chimico-fisiche, tossicologiche, ambientali ecc. del prodotto e fornisce indicazioni relative alle modalità, alle colture su cui può essere usato ed alle avversità contro cui risulta efficace.
    I dati in essa contenuti sono quindi essenziali per una utilizzazione corretta ed efficace del prodotto stesso. Gli elementi principali dell’etichetta, secondo il Regolamento CLP, sono:

    • denominazione commerciale del preparato
    • funzione fitoiatrica (fungicida, insetticida ecc.) e tipo di formulazione
    • denominazione e contenuto di ciascuna sostanza attiva
    • indicazione del modo di azione in relazione al rischio di resistenza
    • simboli e indicazioni di pericolo del preparato
    • indicazioni di pericolo relative ai rischi specifici (frasi H )
    • indicazione dei consigli di prudenza (frasi P)
    • nome e indirizzo del titolare dell’autorizzazione e del responsabile dell’imballaggio, etichettatura e distribuzione
    • sede dello/degli stabilimento/i (officina) appositamente autorizzato/i per la produzione
    • numero di registrazione e data di autorizzazione
    • numero di partita del preparato che ne permetta l’identificazione
    • indicazioni di eventuali rischi particolari per l’uomo, gli animali e l’ambiente
    • informazioni mediche
    • compatibilità in caso di miscele con altri formulati
    • eventuali rischi di fitotossicità
    • caratteristiche tecniche
    • usi autorizzati (colture ed avversità)
    • condizioni agricole (possibilità d’impiego in ambiente protetto)
    • istruzioni per l’uso e dose per ogni tipo di impiego autorizzato
    • dose massima per ettaro in ciascuna applicazione
    • numero massimo di applicazioni all'anno
    • intervallo tra i trattamenti
    • periodo tra l'ultima applicazione e il raccolto ed il consumo, se del caso (intervallo di sicurezza)
    • eventuali restrizioni nella distribuzione e nell'uso del prodotto fitosanitario
    • indicazione di categorie di utilizzatori, ad esempio:"professionali" e "non professionali “
    • tempo di rientro;
    • eventuali limiti applicativi per la sicurezza degli utilizzatori, degli astanti, dei residenti, dei  consumatori e dell’ambiente (ad es. per la salvaguardia degli organismi utili e dei corpi idrici).

    Altri link utili:
    FRAC (Fungicide Resistance Action Committee)
    IRAC (Insecticide Resistance Action Committee)
    HRAC (Herbicide Resistance Action Committee)