Regione Piemonte - Agricoltura - Ricerca e sperimentazione

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Azione 7: Difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari

Introduzione

La protezione delle piante e delle produzioni dalle avversità è andata sempre più ponendosi all’attenzione dell’opinione pubblica a causa dei rischi per la salute umana e per l’ambiente connessi ad un uso non appropriato dei prodotti fitosanitari. In relazione a questi aspetti la ricerca si è impegnata ad individuare strategie di difesa in grado di limitare l’uso di prodotti chimici.
Nel corso del tempo si è pertanto passati da una strategia di lotta a calendario, in cui i trattamenti venivano eseguiti a cadenze prefissate senza tenere conto della reale presenza del parassita o delle condizioni epidemiologiche favorevoli al suo sviluppo, ad una lotta guidata, basata sull’adozione di soglie di intervento, ad una lotta integrata caratterizzata da un impiego razionalizzato dei differenti mezzi di difesa. Le attuali normative fitosanitarie raccomandano altresì l’applicazione delle tecniche di difesa biologica.
Gli approcci integrato e biologico sono basati su una approfondita conoscenza dell’agro-ecosistema e  di tutte le sue componenti.
Da molti anni ormai la Regione Piemonte è impegnata a rendere operative tutte le conoscenze acquisite in questo ambito in continua evoluzione nonché a recepire nuove metodologie che hanno come obiettivo l’equilibrio dell’agroecosistema.

Definita dal PAN come “Difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari”, la difesa integrata consiste nell’impiego congiunto di alcune tecniche agronomiche, fisiche, genetiche, biologiche adeguate a mantenere i parassiti al di sotto della soglia di tolleranza. 
Obiettivo prioritario della difesa a basso apporto di prodotti fitosanitari è la riduzione del rischio, per l’ambiente, gli operatori, i consumatori, i residenti e gli astanti, derivante dall’impiego dei prodotti fitosanitari.

Essa si ottiene con:

  • strategie di difesa fitosanitaria integrata;
  • misure di prevenzione basate su pratiche agronomiche indicate nell’allegato III del decreto legislativo n. 150/2012, comma 1;
  • strategie di difesa fitosanitaria previste dal metodo di produzione biologico;
  • sistemi di controllo biologico delle avversità;
  • uso di prodotti fitosanitari a base di sostanze attive a basso rischio definite ai sensi dell’articolo 22 del  regolamento (CE) n.1107/2009.

 Nel contempo, per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni agricole, occorre promuovere una graduale riduzione delle quantità di prodotti fitosanitari impiegati.
Il Piano di Azione Nazionale (PAN) distingue due livelli di difesa integrata: obbligatoria e volontaria.

La difesa integrata obbligatoria

Prevede:

  • l’applicazione di tecniche di prevenzione e monitoraggio delle infestazioni, delle infezioni e delle infestanti;
  • l’utilizzo dei mezzi biologici di controllo dei parassiti;
  • il ricorso a pratiche di coltivazione appropriate;
  • l’uso di prodotti fitosanitari  che presentino il minor rischio per la salute umana e l’ambiente tra quelli disponibili per lo stesso scopo (Allegato III del decreto legislativo n. 150/2012).

La difesa integrata obbligatoria prevede la disponibilità e l’accesso a:

Nel caso in cui le informazioni sopra indicate non siano accessibili direttamente all’azienda agricola, la stessa può usufruire del servizio di consulenza messo a disposizione nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (PSR – Misura 2.1).
Per la difesa integrata obbligatoria non si prevedono limitazioni all’uso dei prodotti fitosanitari in commercio che, comunque, dovranno essere utilizzati secondo i principi della difesa integrata elencati  nell’allegato III del Decreto attuativo della Direttiva (150/2012).

La difesa integrata volontaria

La difesa integrata volontaria è un sistema  realizzato attraverso norme tecniche specifiche per ciascuna coltura e indicazioni fitosanitarie vincolanti (disciplinari di produzione), comprendenti pratiche agronomiche e fitosanitarie e limitazioni nella scelta dei prodotti fitosanitari e nel numero dei trattamenti.
In sostanza la difesa integrata volontaria corrisponde alla produzione integrata del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) o al Sistema di Qualità Nazionale della Produzione Integrata (SQNPI).
L’obiettivo che si intende raggiungere con la difesa integrata volontaria, nei cinque anni di validità del Piano, è l'incremento dell'adesione al corrispondente disciplinare nazionale con riferimento alle principali produzioni agricole.
Prioritariamente ci si prefigge, nel corso dei cinque anni di validità del Piano, una riduzione dell’impiego di prodotti fitosanitari a base di sostanze attive individuate come candidate alla sostituzione, secondo quanto riportato nei paragrafi 3.6, 3.7, 3.8 e 4 dell’Allegato II del regolamento (CE) 1107/09.

Prevede:

La difesa biologica

La difesa biologica si basa su approfondite conoscenze dei fattori naturali di limitazione dinamica delle popolazioni e può essere sintetizzata in tre punti:

  • conservazione ed incremento delle specie utili
  • insediamento di nuove specie utili
  • lanci di organismi e microrganismi utili

Tra le pratiche più utilizzate per incrementare le specie utili si possono ricordare:

  • l’uso di prodotti fitosanitari selettivi, che abbiano un impatto molto contenuto sull’ambiente: a questo proposito si  puntualizza che l’effetto tossico sugli ausiliari non è legato alla classe tossicologica del prodotto fitosanitario, ma al suo meccanismo di azione ed al modo con cui questo interagisce con i differenti stadi dell’organismo utile. I prodotti ammessi ed impiegabili sono quelli riportati nel regolamento europeo 889/2008 Allegato II. Possono però essere impiegati solo se sono regolarmente registrati in Italia (sinab)
  • il  rispetto  di  specie  vegetali  spontanee  che  possono  fungere  da  rifugio  per gli  organismi ausiliari;
  • l’utilizzo di pratiche atte a migliorare la sopravvivenza degli ausiliari.

La difesa biologica rappresenta l’unico sistema di difesa dalle avversità applicabile nelle aziende che aderiscono al Regolamento 834/07 relativo all’agricoltura biologica.
La produzione biologica persegue prioritariamente i seguenti obiettivi:
a) produrre alimenti e altri prodotti agricoli con procedimenti naturali o ad essi affini e con l'uso di sostanze presenti in natura;
b) adottare metodi di produzione che:

  • rispettino i cicli naturali;
  • salvaguardino le risorse naturali, quali l'acqua, il suolo, la materia organica e l'aria, favorendo la conservazione e il risanamento ambientale e la tutela del paesaggio;
  • mantengano e favoriscano un alto livello di diversità biologica;
  • garantiscano il benessere degli animali;

c) rispondano alla domanda del consumatore di prodotti naturali di alta qualità.

Modulistica e procedure

Normativa

PRODOTTI FITOSANITARI

  • Regolamento CE 1107/2009  è applicato contestualmente in tutti gli Stati membri abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (Gazzetta ufficiale dell’Unione  europea L 309/1-24.11.2009)
  • DPR N. 55 del 28 febbraio 2012 Regolamento recante modifiche al decreto del presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290, per la semplificazione dei procedimenti di autorizzazione alla produzione, alla immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti. (GU n. 109 del 11-5-2012)
  • DPR N n° 290 del 23 aprile 2001 (GU n. 190 del 18-7-2001)
  • Decreto Legislativo 194/95 in attuazione della Direttiva CEE 91/414 in materia di immissione in commercio di prodotti fitosanitari ABROGATA
  • Direttive 1999/45/CE deroga max fino al 1/6/17
  • Direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967  deroga max fino al 1/12/12
  • Regolamento (CE) n. 528/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 maggio 2012 relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi. (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 167 del 27.6.2012)
  • Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006 (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 353/1 del 31.12.2008).
  • Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals -Inventario delle Classificazioni e delle Etichettature) (Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 29. 6.2007).
  • Direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi. (GU L 309 del 24.11.2009)
  • Decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012- Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi. (G.U N. 177/L. del 30 agosto 2012-)
  • Decreto legislativo n. 69 del 17 aprile 2014, - Disciplina sanzionatoria per la  violazione  delle  disposizioni  del regolamento (CE) n. 1107/2009 relativo all'immissione sul mercato dei prodotti  fitosanitari  e che abroga  le  direttive  79/117/CEE   e 91/414/CEE, nonché del regolamento (CE) n.547/2011 che  attua  il regolamento (CE) n. 1107/2009 per quanto concerne le prescrizioni  in materia di etichettatura dei prodotti fitosanitari. (14G00080) (GU n.103 del 6-5-2014).

MODIFICHE

RESIDUI

  • Regolamento UE n. 752 del 24 giugno 2014 che sostituisce l'allegato I del Regolamento UE n. 396 del 2005
  • Regolamento (UE) 396/2005  (base) (GU L 70 del 16.03.2005) modificato con il Regolamento (UE ) n. 149/2008 per quanto riguarda gli  Allegati II e III e IV , che fissano i livelli  massimi di  residui per i prodotti compresi nell’allegato I del suddetto regolamento. (GU L 58 del 01.03.2008)
  • Regolamento 1902 del 27 ottobre 2016 che modifica gli allegati II e III del Reg. 396/2005 sugli LMR
  • Regolamento (UE) n. 299/2008 parte generale (GU L 97 del 09.04.2008)
  • Regolamento (UE) n. 459/2010 della commissione  del 27 maggio 2010 che modifica gli allegati II, III e IV del regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di antiparassitari in o su determinati prodotti (G.U. L 129/3 del 28.5.2010)
  • Regolamento (CE) 178/2006  Allegato I elenco alimenti: (definisce le colture e i relativi  raggruppamenti a cui si riferiscono i LMR ,rappresenta l’Allegato I del regolamento base) (GU L 29 del 02.02.2006)
  • Regolamento (CE) 839/2008  modifica il regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli  Allegati II e III e IV sui livelli massimi di residui antiparassitari in o su determinati prodotti) (GU L 234 del 30.8.2008).
  • Regolamento (CE) 260/2008  modifica il regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio definendo l’allegato VII che elenca le combinazioni di sostanza attiva/prodotto oggetto di deroga per quanto riguarda il trattamento successivo alla raccolta con un fumigante. (GU 76/31 del 19.3.2008).

AGRICOLTURA BIOLOGICA

  • Regolamento ce 834/2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (cee) n. 2092/91. (GU L 189/1 del 20.7.2007)
  • Regolamento (ce) n. 889/2008 della commissione del 5 settembre 2008 recante modalità di applicazione del regolamento (ce) n. 834/2007 del consiglio relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l'etichettatura e i controlli. (GU L 250 del 18.9.2008).
  • Decreto 27 novembre 2009  (decreto n. 18354) disposizioni per l’attuazione dei regolamenti (ce) n. 834/2007, n. 889/2008 e n. 1235/2008 e successive modifiche riguardanti la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici.( GU- n. 31- S.O. 24 del  8-2-2010) .
  • Regolamento di esecuzione (ue) n. 392/2013 della commissione  del 29 aprile 2013  che modifica il regolamento (ce) n. 889/2008 per quanto riguarda il sistema di controllo per la produzione biologica. (GU L 118/5 del 30.4.2013).

 

Contatti
Settore Fitosanitario.
Alba Cotroneo: alba.cotroneo@regione.piemonte.it