L'elettrificazione delle zone montane, con particolare riferimento ai siti dedicati alle attività agricole, deve essere considerata una delle priorità fondamentali nell'ambito di un'attenta programmazione territoriale. La permanenza dei margari in alpeggio è importante non solo per consentire la produzione di prodotti di alta qualità (es. formaggi D.O.P.), ma anche per garantire la presenza umana in zone altrimenti soggette al degrado ed al dissesto idrogeologico. A questo fine è importante migliorare le condizioni di vita di questi agricoltori, soprattutto per incentivare i giovani a proseguire l'attività al posto dei genitori.
Nel censimento degli alpeggi in Piemonte, effettuato a cura della Regione, sono stati contati 1.500 alpeggi non elettrificati ancora utilizzati. Le soluzioni di elettrificazione più funzionali, e generalmente meno costose, sono rappresentate dagli impianti che utilizzano fonti di energia rinnovabili: gli impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici. Il problema dei costi non è indifferente: spesso si spendono decine di milioni di lire per linee destinate a portare pochi kW ad utenze per di più stagionali, quali sono gli alpeggi o le borgate montane non abitate tutto l'anno. Tuttavia queste tecnologie, seppur molto valide stentano ad affermarsi, sostanzialmente per due motivi:
In quest'ottica, l'impegno di fornire contributi tecnici ed economici per l'autoproduzione di energia elettrica nei nostri alpeggi non deve essere considerato solamente come un aiuto all'agricoltura montana, ma anche come un aiuto alla conservazione dell'integrità del territorio regionale. Due sono le pubblicazioni rilevanti su questi argomenti: "Impianti fotovoltaici: installazioni ed applicazioni nel settore agricolo" e "Alpiwatt, guida alla produzione di energia elettrica negli alpeggi", che comprende anche un software per i calcoli.