Nel 1997 la Regione Piemonte, grazie al sostegno unanime della Giunta e del Consiglio Regionale, ha avviato un Programma per la sicurezza alimentare e la lotta alla povertà in alcuni Paesi africani.
Il Programma, accogliendo l’appello lanciato dalla FAO al Vertice mondiale sull’alimentazione del 1996, prevede il finanziamento e il sostengo di iniziative di sviluppo locale privilegiando interventi di medio lungo periodo e con il coinvolgimento della comunità piemontese.
Il Programma regionale promuove e sostiene, in particolare, iniziative che mirano a garantire la sicurezza alimentare alle popolazioni locali, favorendone l’accesso ai generi alimentari, anche attraverso azioni di lotta alla povertà.
L’impegno della Regione è continuato fino ad oggi integrando le proprie strategie di intervento con gli obiettivi promossi dalla Campagna del Millennio (Millenium Development Goals Campaign) promossa dalle Nazione Unite.
Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d’Avorio, Mali, Mauritania, Niger, Senegal. Sono questi gli 8 Paesi del Sahel e dell’Africa Occidentale coinvolti dal Programma, per dare una risposta concreta e condivisa ad alcune delle sfide lanciate dalle Nazioni Unite con la Campagna del Millennio e una risposta coordinata del territorio piemontese.
Il Programma regionale in Sahel e Africa Occidentale segue 3 diversi percorsi complementari per:
La Regione Piemonte ha investito finora 15 milioni di Euro per la realizzazione di oltre 380 progetti del valore complessivo di circa 30 milioni di Euro. Sono stati coinvolti nel Programma regionale circa 800 soggetti piemontesi e oltre 400 partner africani.
Gli interventi realizzati riguardano diversi settori (ambiente, risorse idriche, agricoltura, zootecnia, formazione, sviluppo locale, educazione alimentare e rafforzamento istituzionale) e mirano a garantire la sicurezza alimentare attraverso ricadute dirette sulla popolazione beneficiaria per migliorarne le condizioni di vita.
Gli interventi realizzati nell’ambito del Programma devono sempre garantire ricadute dirette sulla popolazione beneficiaria e sostenibilità degli interventi, per favorire l’autonomia locale e il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali, non creando dipendenza.

In particolare sono state sviluppate azioni in tema di promozione e tutela delle aree protette e raccolta, gestione e riciclaggio dei rifiuti urbani
Realizzazione di infrastrutture finalizzate ad aumentare la disponibilità e l’accesso all’acqua per fini di sussistenza, per la creazione ed il rafforzamento dei servizi igienico-sanitari di base e per scopi agricoli; sostegno allo sviluppo delle competenze locali in tema di distribuzione e gestione delle risorse idriche
Promozione di processi di sviluppo zootecnico sostenibile attraverso interventi rivolti all’ottimizzazione ed il rafforzamento della produzione locale, la valutazione delle performance produttive e riproduttive, la formazione di veterinari e tecnici locali;
la salvaguardia della razze autoctone
Promozione di processi di sviluppo agricolo sostenibile con modalità che rispettino l’ ambiente e la salvaguardia del patrimonio forestale, che introducano innovazioni tecnologiche anche valorizzando le tecniche tradizionali dell’agricoltura di sussistenza

Iniziative e attività finalizzate a creare professionalità legate a mestieri di base (con priorità per le attività artigiane, agricole e il commercio); gli interventi sono finalizzati ad offrire ai beneficiari strumenti per l’inserimento nel mondo del lavoro e/o per lo sviluppo e la realizzazione di attività in proprio
Sostegno alla creazione di reddito e valorizzazione delle capacità imprenditoriali locali; tutela e sostegno delle fasce più deboli della popolazione; promozione del ruolo delle donne; diffusione dei benefici derivanti dai processi di sviluppo e di promozione delle comunità locali

Interventi finalizzati a sostenere e diffondere la corretta alimentazione dei bambini e delle puerpere; creazione e sostegno di centri nutrizionali, sensibilizzazione della popolazione locale sul tema
Valorizzazione delle capacità delle collettività africane per promuovere politiche locali rispondenti ai bisogni delle popolazioni; sostegno alle autonomie locali nell’esercizio delle loro funzioni e nell’erogazione di servizi; rafforzamento della coesione sociale, del riconoscimento dei diritti e della partecipazione
La necessità di ridurre il gap esistente tra i Paesi in Via di Sviluppo (PVS), l’Africa in particolare, ed i paesi sviluppati è stata più volte ribadita dalla comunità internazionale in diverse sedi.
Nel settembre 2000 le Nazioni Unite, con l’adozione della “Dichiarazione del Millennio” hanno enunciato gli obiettivi prioritari della cooperazione allo sviluppo, fissando i traguardi che la comunità internazionale si è proposta di raggiungere entro il 2015 (Millenium development goals).
Nel 2002 la Commissione Europea ha invocato un'alleanza internazionale per accelerare l'azione volta a ridurre la fame nel mondo.
Infatti il forte coinvolgimento della comunità internazionale non sì è ancora rivelato sufficiente. Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e ricordare ai governi gli impegni assunti, le Nazioni Unite hanno lanciato la Campagna del Millennio “No excuse 2015”.
Nel corso del 2004, la Regione Piemonte ha adeguato il proprio intervento nell’ambito del Programma di sicurezza alimentare e lotta alla povertà in Sahel e Africa Occidentale impegnandosi ad accogliere negli indirizzi regionali gli obiettivi definiti nell’ambito della Campagna, affiancando alle tematiche sinora individuate azioni di cooperazione allo sviluppo volte a rafforzare, in particolare, la coesione sociale, il riconoscimento dei diritti fondamentali, la partecipazione dei cittadini e la promozione del ruolo delle donne.