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Negli ultimi anni si sono evidenziati numerosi eventi climatici a carattere “critico”, che hanno avuto l'effetto di acuire l'attenzione nei riguardi delle ricerche sugli effetti dell'innalzamento della temperatura globale, con tutto il corollario di possibili implicazioni (alcune già visibili) sul ciclo idrologico.
Ricerche riguardanti l'interazione tra clima e ciclo ideologico indicano una globale diminuzione delle risorse idriche utilizzabili. Tale diminuzione è determinata essenzialmente da una loro diversa distribuzione nel tempo e nello spazio, originata dalle modi?cazioni dell'equilibrio tra precipitazioni liquide e nevose, evapotraspirazione, umidità del suolo e dei de?ussi che alimentano i corpi idrici (?umi, laghi, acquiferi). Tali analisi mostrano inoltre che gli ambienti nivo-glaciali sono quelli più sensibili alle variazioni climatiche, sia con riferimento al rischio di piena, in quanto tende a perdere importanza l'effetto di riduzione delle aree contribuenti determinato dall'accumulo nivale, sia sull'affidabilità dei sistemi idrici non regolati, nei quali in futuro potrebbe veri?carsi uno sfasamento dei regimi idrometrici rispetto alle necessità irrigue. Con riferimento alla costruzione di nuove grandi dighe, a causa della crescente sensibilità dell'opinione pubblica nei riguardi della conservazione dell'ambiente e della inevitabile componente emotiva, risulta quasi necessario procedere per successive approssimazioni, costruendo innanzitutto un quadro di alternative che dimostri le effettive possibilità di utilizzazione della risorsa idrica, con i relativi vantaggi che possono derivare, grazie anche all'azione di laminazione delle piene esercitata da queste opere.
L'obiettivo del lavoro presentato è duplice: da un lato quello di focalizzare, dal punto di vista idrologico, le modalità con le quali sono naturalmente disponibili le risorse idriche in corrispondenza di sezioni ?uviali di interesse; dall'altro quello di speci?care le possibilità di utilizzazione dell'acqua in relazione a diverse categorie di usi. In altri termini, si è cercato di costruire un quadro di riferimento oggettivo, in quanto limitato alla componente naturale di risorsa idrica, tramite il quale possano essere confrontate diverse con?gurazioni di volume di invaso e di uso dell'acqua in relazione alle possibilità di utilizzazione della risorsa.
I risultati dello studio sono stati applicati ad alcune sezioni ?uviali interessanti ai ?ni di valutare ipotesi di costruzione di invasi: Combanera (Valli di Lanzo), Stroppo (Valle Maira), Moiola (Valle Stura di Demonte), Cravagliana e Miste (Val Sesia) ed Ortiglieto (Valle Orba), ma hanno caratteristiche di generalità tali da poter fornire elementi di valutazione delle modalità di regolazione di volumi di invaso sia per casi allo stadio di ipotesi che per casi di dighe esistenti
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Rapporto Finale
“Valutazione delle risorse idriche utilizzabili per obiettivi multipli attraverso la realizzazione di alcuni grandi invasi artificiali in Piemonte”
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