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Ai sensi della Direttiva 91/271/CE, concernente il trattamento delle acque reflue urbane, e del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante “Norme in materia ambientale” per evitare ripercussioni negative sull’ambiente idrico occorre sottoporre le acque reflue urbane a trattamento appropriato e nelle aree dichiarate sensibili ai fenomeni di eutrofizzazione tali trattamenti devono essere più spinti per conseguire l’abbattimento dei cosiddetti nutrienti (azoto e fosforo) ritenuti la causa principale dei predetti fenomeni. Inoltre la conformità degli scarichi delle acque reflue urbane ai requisiti fissati dall’allegato I della direttiva 91/271/CE ed adottati integralmente con l’allegato 5, parte III, del D. Lgs. n. 152/2006 è definita sulla base della classe di consistenza, espressa in abitanti equivalenti (a.e.), dell’agglomerato dal quale hanno origine ed in ragione della tipologia dell’area di appartenenza (area sensibile o bacino drenate di area sensibile).
Secondo quanto stabilito dalla delibera n. 7 del 3 marzo 2004 dell’Autorità di bacino del Fiume Po avente ad oggetto “Adozione degli obiettivi e delle priorità di intervento ai sensi dell’art. 44 del D. Lgs. n. 152/1999 e successive modifiche ed integrazioni”; l’intero territorio regionale si configura come bacino drenante delle aree sensibili “Delta del Po” e “Area costiera dell’Adriatico nord occidentale dalla foce dell’Adige al confine meridionale del Comune di Pesaro”.
La novità sostanziale introdotta dalla delibera 7/2004, che individua il territorio Piemontese quale bacino drenante di aree sensibili, comporta, rispetto alla precedente situazione che considerava prevalentemente il territorio Regionale quale area normale, un forte impegno per il raggiungimento dell’obiettivo relativo all’abbattimento del carico di nutrienti in ingresso agli impianti a servizio di agglomerati con carico organico superiore a 2.000 a.e.. Il monitoraggio continuo del livello di mantenimento del suddetto obiettivo costituisce, allo stesso tempo, preciso riferimento per il Piano Regionale di Tutela dell’Acque.
A fronte dell’attività di monitoraggio dalla Direzione Ambiente è emerso che per il raggiungimento dell’obiettivo dell’abbattimento del 75% del carico complessivo dei nutrienti risultano necessari specifici Programmi di interventi di adeguamento dei sistemi di depurazione ad integrazione di quanto già previsto dal Piano Regionale di Tutela dell’Acque nel proprio Programma di Misure individuate nelle Monografie d’Area, interventi strutturali relativi a Infrastrutturazioni di integrazione e/o accelerazione dei Piani d’Ambito (segmento fognario-depurativo).
Per perseguire le suddette finalità ed ai sensi dell’art. 30 delle Norme di Piano del Piano Regionale di Tutela dell’Acque, sono stati definiti, in collaborazione con le Segreterie tecniche delle Autorità d’Ambito, specifici programmi di interventi ed integrazione dei rispettivi Piani d’Ambito.
I risultati della sopra descritta attività, condotta secondo uno specifico percorso metodologico condiviso con ATO e gestori, ha portato all’individuazione di un elenco di 33 impianti (su circa 160 impianti >2.000 a.e.), per i quali, con l’aggiornamento secondo la procedura prevista dallo stesso PTA delle 23 Monografie d’area (su 34 aree idrografiche individuate dal PTA), vengono specificati i nuovi limiti di accettabilità dello scarico e le relative tempistiche di adeguamento.
Per le motivazioni sopra richiamate si è ritenuto necessario procedere alla modifica ed integrazione del Programma di Misure individuate nelle Monografie d’Area del Piano Regionale di Tutela dell’Acque, ed in occasione della seduta della Conferenza delle risorse idriche del 26 novembre 2008 è stato approvato il provvedimento denominato “Piano regionale di Tutela delle Acque - Misure di Area per il conseguimento dell’obiettivo dell’abbattimento del carico in ingresso a tutti gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane del territorio regionale”. Tale provvedimento è stato successivamente approvato dalla Giunta Regionale con D.G.R. n. 7 – 10588 del 19 gennaio 2009.
L’attività di monitoraggio dei livelli di efficienza dei sistemi di depurazione a servizio degli agglomerati aventi carico organico superiore a 2.000 a.e., consentirà di verificare il grado di raggiungimento dell’obiettivo relativo all’ abbattimento del 75% del carico di nutrienti, di valutare la necessità di ulteriori interventi nonchè di assolvere agli obblighi informativi verso la Commissione Europea sullo stato di attuazione della Direttiva 91/271/CE.
File relativi al Provvedimento (articolato) ed all'allegato A (copertina e Schede):
Riferimenti normativi:
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