Il 5 maggio del 1999 Il W3C (World Wide Web Consortium), ovvero il consorzio internazionale che si occupa di individuare e promuovere gli standard di sviluppo del web, ha reso pubbliche le WCAG 1.0, tradotte anche in italiano. Si tratta di linee guida realizzate con lo scopo di rendere disponibili i contenuti web a tutti gli utenti, indipendentemente da eventuali disabilità e dal tipo di strumento di navigazione utilizzato.
Nel documento delle WCAG 1.0 è inclusa un appendice che organizza 65 punti di controllo (checkpoints) per l'applicazione delle linee guida, divisi per argomento e priorità. Un documento separato illustra le modalità di implementazione dei punti di controllo definiti nel documento in esame.
Le successive WCAG 2.0, pubblicate l'11 dicembre 2008, non rivoluzionano i precetti delle WCAG 1.0. Le nuove linee guida non sono più legate ai linguaggi HTML e CSS, ma fanno riferimento a principi universali, indipendenti da una specifica tecnologia. Di conseguenza esse risultano più modulari e possono essere applicate ad un maggior numero di tecnologie, anche future o non W3C.
Le linee guida del W3C sono delle raccomandazioni che non costituiscono legge, ma hanno raccolto un grande consenso e costituiscono un autorevole punto di riferimento a livello mondiale.
Il nostro Parlamento, seguendo le indicazioni dell'Unione Europea, ha intrapreso un cammino che ha condotto, ad inizio 2004, alla promulgazione di una legge in materia di accessibilità: le WCAG 1.0 hanno costituito lo spunto di partenza per la redazione dei requisiti tecnici di accessibilità e dei criteri di usabilità definiti nel complesso normativo della Legge 4/2004.
Linee guida per i siti web delle PA. Previste dalla Direttiva del 26 novembre 2009 n. 8 e rivolte a tutte le amministrazioni pubbliche, le Linee guida pubblicate sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione intendono avviare un processo verso il "miglioramento continuo" della qualitā dei siti web pubblici. Le Linee guida sono attualmente disponibili in una versione preliminare commentabile
La Legge 9 gennaio 2004, n.4, "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici", è il punto di riferimento per lo sviluppo dei siti web della Pubblica Amministrazione italiana.
La normativa è volta a favorire l'accesso dei disabili agli strumenti informatici, evitando che la diffusione delle nuove tecnologie si risolva nella creazione di nuove forme di emarginazione e incentivando l'uso delle medesime al fine di superare le disabilità e le esclusioni.
Alla legge sono seguiti un decreto presidenziale e un decreto ministeriale.
Con il "DPR, 1 marzo 2005, n. 75" (pubblicato in G.U. n. 101 del 3 maggio 2005), sono stati determinati i criteri e principi generali per l'accessibilità, i criteri e le modalità di richiesta della valutazione, i soggetti autorizzati a segnalare le inadempienze alle autorità competenti, i soggetti autorizzati ad effettuare test e a valutare l'accessibilità delle pagine.
Con il "Decreto ministeriale 8 luglio 2005" emanato dal Ministro per l'Innovazione e le tecnologie (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 183 dell'8 agosto 2005), sono stati indicati:
In sintesi, queste sono le due caratteristiche essenziali dell'impianto tecnico della 4/2004:
Gli enti che appartengono alla categoria dei "soggetti erogatori della Pubblica Amministrazione" sono obbligati all'implementazione dei 22 requisiti tecnici di accessibilità, del cui possesso garantiscono tramite un'autovalutazione. La conformità ai 22 requisiti tecnici è elemento preliminare per poter procedere alla verifica soggettiva.