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Regione Piemonte per l'Accessibilità e l'Usabilità


Materiali scaricabili

Stato dell'arte dei siti web della PA piemontese

Indagine 2011

Per l'indagine del 2011 è stato raccolto un campione di 120 siti web comunali della Pubblica Amministrazione piemontese.
I risultati dell'indagine 2011 mostrano che, all'interno del campione di 120 siti web comunali scelti, risulta conforme alla Legge Stanca il 19% circa dei siti. L'analisi nello specifico dei dati è stata portata avanti confrontanto le tre fasce dei comuni in cui il campione è stato suddiviso, sulla base di criteri demografici. Inoltre i siti web del medesimo campione sono stati analizzati anche alla luce dei punti di controllo delle Linee Guida 2011 della Direttiva 8/2009 (in particolare con riferimento alla tabella 5 dei contenuti minimi).

Indagine 2010

Per l'indagine del 2010 è stato raccolto un campione di 207 siti web della Pubblica Amministrazione piemontese, di cui 183 Comuni e 24 Comunità Montane.
I risultati dell'indagine 2010 mostrano che, all'interno del campione di siti web scelti, risultano conformi alla legge Stanca il 12% circa dei siti. E' quindi confermata una crescita, seppur lieve, nella direzione indicata dai requisiti tecnici della legge stessa, superando il tetto del 10%. L'analisi dei dati purtroppo sembra rivelare che talvolta le aree di miglioramento possono essere attribuite a cambiamenti nelle tendenze del web design oppure all'adozione di strumenti dinamici per la gestione dei siti web piuttosto che ad una forte consapevolezza degli accorgimenti necessari per offrire siti web accessibili.

Indagine 2009

Per l'indagine del 2009 è stato raccolto un campione di 432 siti web della Pubblica Amministrazione piemontese, appartenenti a Comuni, Province, Regione, Università e Aziende Sanitarie Locali.
I risultati dell'indagine 2009 evidenziano alcune aree di sostanziale miglioramento anche se persiste una frattura tra le amministrazioni attente al tema dell'accessibilità e quelle che ignorano il problema. Le prime migliorano i propri siti istituzionali, tentando di allinearsi a modelli di progettazione avanzata e facendo ricorso a tecnologie recenti; le seconde rimangono ancorate a prassi di sviluppo antiquate, dimostrando di non percepire l'evoluzione dei paradigmi di interazione e le rinnovate esigenze degli utenti.
La constatazione che le amministrazioni del primo gruppo, quelle “virtuose”, non superano il 10% del totale, indica che il progresso medio rispetto allo scorso anno è stato di debole entità: i siti che sono stati giudicati come conformi alla legge Stanca sono infatti il 9,95% (+0,81% rispetto al 2008).

Indagine 2008

Per l'indagine del 2008 è stato raccolto un campione di 405 siti web: i siti sono stati analizzati attraverso una metodologia ideata dal CSI che comprende per la prima volta valutazioni specifiche legate ai requisiti della normativa 4/2004 e valutazioni aggiuntive di tipo qualitativo.
I dati raccolti attestano che solo il 21,48% dei siti analizzati rispetta il primo requisito della Legge Stanca, e soltanto il 9,14% risponde positivamente a tutti i requisiti tecnici della Legge Stanca. Migliori i dati sull'utilizzo dei CSS per gestire la presentazione, adottati dal 55,80% dei siti analizzati.

Indagine 2006

Come la precedente, anche l'edizione 2006 dell'analisi ha preso in considerazione 232 siti web. I dati mostrano un miglioramento qualitativo rispetto all'anno precedente, visibile ad esempio nel maggiore utilizzo dei CSS per l'impaginazione (al 29,3%) e nella riduzione nell'utilizzo dei frames (25,4%). Ciononostante sono state riscontrate ancora delle lacune diffuse, ad esempio nell'utilizzo del markup in modo semantico o nell'utilizzo di testi alternativi.

Indagine 2005

I siti web presi in esame per l'edizione del 2005 sono stati 232. I dati raccolti dimostrano come alcune pratiche già all'epoca sconsigliate fossero ancora abbastanza diffuse (ad esempio l'utilizzo dei frames, elementi deprecati, nel 34,1% di casi); raramente i CSS erano utilizzati per la gestione dell'impaginazione dell'informazione (9,5% dei casi).

Instant book: "La PA accessibile"

La Regione Piemonte arricchisce l'opera di divulgazione e sensibilizzazione sul tema dell'accessibilità attraverso iniziative editoriali cartacee che possano essere di supporto al lavoro dei referenti informatici dei siti web delle P.A.
Nel 2004 è stato pubblicato un primo quaderno "Il diritto all'accesso: strumenti per la progettazione dei siti web della P.A." per condividere con gli Enti locali piemontesi le competenze acquisite sul campo dell'accessibilità.
Il secondo quaderno, pubblicato nel gennaio 2008 e redatto dagli esperti di accessibilità del CSI, si intitola "La P.A. accessibile: progettare servizi web per tutti i cittadini" ed è la versione aggiornata e ampliata del precedente, del quale condivide gli intenti e l'impostazione generale. Partendo da una illustrazione dei presupposti teorici dell'accessibilità, si cerca di individuare vantaggi e svantaggi di questo approccio, viene inquadrato il contesto normativo di riferimento e sono presentati i risultati dell'indagine qualitativa "Stato dell'Arte della P.A. Piemontese".

Kit di progettazione per piccoli comuni

Il LAU ha realizzato nel 2007 un prototipo funzionante di sito web statico per un comune di piccole dimensioni, progettato secondo i principi di accessibilità delineati dalla legge 4/2004.
Il prototipo, creato a partire da un'analisi dei bisogni dei siti dei piccoli comuni, si configura come un vero e proprio sito web dall'aspetto grafico neutro. Esso è pronto per essere modificato a piacimento sia nella struttura che nell'aspetto grafico: è suddiviso in sezioni e sottosezioni, con suggerimenti su ciò che il corpo di ciascuna pagina potrebbe contenere.
Il prototipo rappresenta solo una delle possibili idee su come possa essere strutturato un sito di un ente locale. Il suo scopo è facilitare la creazione di una visione comune nella definizione delle azioni e delle tecniche necessarie per realizzare siti di comuni di piccole dimensioni accessibili ed usabili.

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