In coerenza con la normativa europea, si ritiene di proporre un intervento innovativo e sperimentale che incentivi l’utilizzo del congedo parentale da parte dei padri, al fine di superare le cause che ne determinano il modesto ricorso, determinato da un lato da aspetti di ordine economico, in considerazione del fatto che di norma la retribuzione maschile pesa maggiormente in ambito familiare, e dall’altro da aspetti di ordine culturale.
L’intervento si concretizza in una specifica forma di contributo economico per i padri lavoratori dipendenti del settore privato che fruiscono del congedo parentale (astensione facoltativa dal lavoro ai sensi del D.Lgs 151/2001) in tutto o in parte al posto della madre lavoratrice dipendente, nel primo anno di vita del/la loro bambino/a.